La cronaca dei match e le pagelle

Napoli-Juventus, lo scudetto è sempre più un affare loro. E vada come vada a maggio, questo resterà di sicuro il campionato più bello degli ultimi anni. Il duello dunque prosegue anche dopo il turno infrasettimanale, con la capolista che passa 2-0 all’Olimpico contro la Lazio e i bianconeri che, a fatica, si sbarazzano del Genoa 1-0. Tutto fin troppo facile per il Napoli, già dal primo tempo, quando Higuain si conferma signore dei bomber di A con il 23° gol in altrettante giornate (11° contro la Lazio, 25° stagionale) e Callejon cecchino implacabile grazie alla 4.a rete nelle ultime 4 partite. A guastare la serata i cori razzisti della curva laziale contro la città di Napoli e il difensore avversario Koulibaly: cosa che ha imposto la sospensione del match per qualche minuto. Decisamente più civile l’atmosfera allo Stadium di Torino, dove alla Juve serve un’invenzione di Cuadrado per sbloccare, nel momento più difficile, il match con i rossoblù liguri. Il colombiano alla mezz’ora sfoggia il meglio del suo repertorio, dribbling e brusca accelerata, per superare Perin. Decisivo il tocco del rossoblù De Maio, ma basta e (stavolta) avanza per continuare una pazzesca marcia fatta di 13 vittorie consecutive. Nel finale espulso Zaza; poco prima anche l'infortunio di Caceres, uscito in lacrime dal campo.

Si rialza l’Inter. Contro il Chievo arriva il decimo 1-0 della stagione ma soprattutto torna un successo che mancava ai nerazzurri dal 6 gennaio (1-0 ad Empoli). I padroni di casa giocano una buona gara, strana per certi versi. Nel primo tempo le parate di Seculin sembrano non far presagire nulla di buono, ma per Mancini la ruota della fortuna comincia a girare nel verso giusto in avvio di ripresa, quando Icardi spinge in porta il pallone al termine di un’azione a dir poco caotica. I tre punti valgono il sorpasso alla Roma e il quarto posto solitario. Crisi finita? Forse, ma intanto chi ha imboccato la strada giusta è l’altra milanese. Sulla scia dell’entusiasmo post derby, i rossoneri passano 2-0 a Palermo. Bacca sblocca al 19’ e sale a quota 12 gol (4° di fila), Niang raddoppia su rigore al 33’. E così il Milan di Mihajlovic, imbattuto da cinque partite, può cominciare a guardare con (moderato) ottimismo alla zona Champions. Da qui, però, non vuole schiodarsi la Fiorentina

Servono due lampi sotto la pioggia battente del Franchi per consegnare ai viola i tre punti contro un mai domo Carpi. Borja Valero al 2’ e Zarate al 93' (in Italia non segnava dal 2012) e gli uomini di Paulo Sousa (espulso) si tengono stretto il terzo posto solitario; gli emiliani vedono invece sfumare il pari ottenuto momentaneamente con Lasagna, risultato che avrebbe alimentato le speranze di salvezza. Ora la squadra di Castori sente forte la pressione del Frosinone, vittorioso 1-0 sul Bologna (Dionisi su rigore), e tiene nel mirino la Sampdoria quart'ultima, che a Marassi va due volte in vantaggio (Muriel e Soriano) ma deve arrendersi alla doppietta dello scatenato Belotti. Finisce 2-2.

Resta in coda alla classifica l’Hellas Verona. Contro l'Atalanta i gialloblù trovano però il primo successo in campionato: 2-1 in rimonta. Dopo la rete di Conti, l'operazione ribaltone va a buon fine con Siligardi e l'ex Pazzini. Giusto, infine, l'1-1 tra Empoli e Udinese.