"Sono molto arrabbiato con noi stessi e con gli arbitri, ma degli arbitri non parlo". Non è stata una domenica facile per Sinisa Mihajlovic, espulso dopo il 2-0 siglato dal Sassuolo per le proteste per un evidente fallo di Biondini su Bertolacci che ha dato il la al gol di Sansone. "Nella prima mezz'ora abbiamo dominato, ma come spesso succede facciamo fatica a fare gol - spiega l'allenatore del Milan - Non possiamo creare occasioni e poi subire gol alla prima occasione per gli avversari: lo schema del Sassuolo lo conoscevamo e Bacca doveva stare al limite dell'area, ha sbagliato perché è uscito in ritardo. Quando non hai la concentrazione giusta succedono queste cose. Quelle situazioni loro le avevano già provate, quindi il gol, dal mio punto di vista, è regalato, anche se possiamo dire che il Sassuolo abbia vinto con merito".

"Non è stato il Milan che voglio io - aggiunge l'allenatore rossonero - è una sconfitta che brucia ma non dobbiamo dimenticare il buono fatto finora. Abbiamo ancora dieci partite e dobbiamo farle bene. La mia espulsione? Ho protestato e dopo che mi ha buttato fuori l'ho mandato a quel paese, ma solo dopo. Ho protestato perché non ha fischiato un fallo che pochi minuti prima aveva fischiato a favore del Sassuolo. Mi sono arrabbiato, anche con i miei giocatori che si sono fermati, mentre non avrebbero dovuto farlo". Su Balotelli e Menez: "Non parlo dei giocatori singoli quando perdo, loro lo sanno se hanno giocato bene o no".

"Con l'assenza di Niang - prosegue l'allenatore del Milan  - abbiamo perso molto, specialmente la sua applicazione in fase difensiva. Balotelli e Menez non sono ancora in condizione per fare novanta minuti, infatti avevamo già deciso per la staffetta". Dopo la sconfitta, conclude Mihajlovic, "i nostri obiettivi rimangono gli stessi, mancano ancora dieci partite. Dobbiamo cercare di vincere a Verona col Chievo, trasferta che sappiamo già sarà altrettanto delicata".