Roberto Mancini già bollito? E' ancora presto, come sottolinea il diretto interessato: "Forse tra venti o venticinque anni potrei esserlo, ma non adesso". "Questa è l'Italia nel bene e nel male. Io faccio il mio lavoro, a volte si fanno cose giuste altre volte sbagliate" aggiunge l'allenatore dell'Inter a margine della cerimonia per l'assegnazione della 'Panchina d'Oro', "Sono abituato, non mi preoccupo degli elogi e delle critiche anche perchè il lavoro va valutato sempre alla fine". A proposito di obiettivi da raggiungere entro fine anno: "Tra Juventus e Napoli sarà una bella lotta fino all'ultima giornata, così come ci daremo battaglia per il terzo posto noi insieme a Roma e Fiorentina. Il Milan è troppo indietro. Nove punti di differenza dalla Roma mi sembra siano abbastanza".

 

La Nazionale può aspettare - "In questo momento non credo proprio, in futuro tutto è possibile": queste invece le parole con cui Mancini ha allontanato il suo arrivo sulla panchina della Nazionale. "Di sicuro è sempre un onore essere accostato alla Nazionale. E' una cosa non da tutti", ammette. Troppi stranieri in qualche modo potrebbero creare problemi al lavoro di Conte? "Non credo. Quando son bravi portano un valore alle squadre e possono aiutare anche i giocatori bravi".