Sarà difficile immaginare un derby senza di lui, e non solo perché con 11 gol è il miglior marcatore della storia: Totti e il derby, 22 anni di vittorie, sconfitte, sfottò e foto da consegnare alla storia.

 

La prima istantanea è datata 6 marzo 1994, quando a 17 anni viene mandato in campo da Mazzone. La roma perde 1-0 e i laziali sbattono in faccia ai rivali il baratro della Serie b. Tema che Totti riproporrà loro con gli interessi nel 2010, quando pur sostituito da Ranieri nell'intervallo, mostrerà il "pollice verso" dopo che la doppietta di Vucinic aveva cancellato il vantaggio di Rocchi. Perché è impossibile in una partita così, soprattutto per uno così, resistere alla tentazione dello sberleffo: 11 anni prima la Lazio era all'estremo opposto, e il capitano ne aveva fermato la rincorsa scudetto prima di consegnarle un'altra dedica.

 

La storia del derby è la storia della sua vita: il cucchiaio che chiude il 5-1 del 10 marzo 2002 rappresenta anche la prima cartolina per Ilary, unica come quel gol. Ilary mamma che viene festeggiata con la gag del pancione dopo il gol che sblocca il derby del 2005.

 

Gli anni passano, ma Totti è sempre lì. S'infortuna, vince Mondiale e Scarpa d'oro ma nei derby inizia a non segnare più. Lui e De Rossi non reggono la pressione della sfida, dice qualcuno. E lui risponde con la prima doppietta nel marzo del 2011, con il suo vecchio amico Montella in panchina. Manita servita alla Lazio, cinque vittorie consecutive, sotto gli occhi di Ilary e dei figli, che nel frattempo sono diventati due. Doppietta poi replicata nel gennaio 2015: a 37 anni suonati e con la Roma che sta perdendo 2-0 entra in scena lui. Diventa il marcatore della storia del derby, record da lui stesso definito il più bello della carriera.

 

Sfide e immagini che mancheranno anche ai tifosi laziali, se è vero come è vero che il timore è una forma di stima. Ma quello che sarà quasi certamente l'ultimo derby da calciatore lo vivrà in uno stadio semivuoto. In pochi a spingerlo, in pochi a fischiarlo. A inquadrare una curva piena non sarà un selfie, ma il flusso dei pensieri che scorrerà inesorabile. Raccontando un abbraccio lungo 22 anni.