Il tabellone del calciomercato

Gioca a Fantascudetto


di LORENZO LONGHI

Con i piedi, probabilmente, non ci sa fare granché, eppure Mino Raiola guadagna all’anno più o meno quanto Robinho. Si potrebbe dire che è l’uomo da 5 milioni a stagione, il procuratore più influente e temuto di questi tempi, abile a destreggiarsi fra campioni che cambiano squadra ogni anno, rinnovi e adeguamenti contrattuali, sfruttamento dei diritti d’immagine e rapporti con una pletora di società calcistiche e di intermediazione in giro per il mondo. “Quello che guadagno lo sanno i miei giocatori”, sostiene Raiola. E, in effetti, fare i conti in tasca all'universo-Raiola è tutt'altro che semplice, considerando l’alone di mistero che spesso circonda certe cifre nel calcio: ci si può provare, a spanne, pur senza pretesa di riuscita.

Secondo il regolamento Fifa che norma la professione degli agenti di calciatori, “l’ammontare della retribuzione spettante a un agente è calcolato sulla base dello stipendio annuo lordo del calciatore”, e “l’agente ed il calciatore devono decidere in anticipo se l’agente sarà remunerato dal calciatore col pagamento di una somma forfettaria da corrispondere all’inizio del contratto stipulato con il club o se gli verrà invece versata una quota al termine di ciascuna annualità contrattuale”. L’importo, quando si parla di percentuali, varia generalmente tra il 4% e il 10% dello stipendio del calciatore (era noto il caso dei procuratori Gea, per i quali la provvigione era del 5%).

Tanto vale partire allora dalla gallina dalle uova d’oro: Zlatan Ibrahimovic, che al Milan guadagnerà 8 milioni netti l’anno (più o meno 16 lordi). Ipotizzando un “misero” 4% sul lordo, per l’agente ecco serviti 640 mila euro. Ai quali vanno aggiunti 1,2 milioni che Raiola continuerà ad intascare annualmente sino al 2014 dal Barcellona in virtù di una clausola inserita nel contratto siglato dallo svedese un anno fa. Zlatan, insomma, da solo vale per Raiola poco meno di 2 milioni per l’esercizio luglio 2010-giugno 2011, senza parlare dei diritti di immagine. Ma attenzione: dal 2003 ad oggi, Ibrahimovic è stato ceduto dall’Ajax alla Juventus, dalla Juventus all’Inter, dall’Inter al Barcellona, dal Barcellona al Milan, vale a dire quattro trasferimenti per una cifra totale di circa 130 milioni, con plurime contrattazioni su contratti e adeguamenti. Una manna per Raiola.

Ma non c’è solo Ibra. Questa estate Raiola ha anche trattato il passaggio di Mario Balotelli al Manchester City. L'azzurro intasca dai Citizens 3,5 milioni netti l’anno ed è stato ceduto dall’Inter per 28 milioni di euro: i conti sono presto fatti. Poi le percentuali annue che il procuratore incassa dagli ingaggi dello juventino Grygera, dell’ex interista Maxwell al Barcellona, del nerazzurro Kerlon, dell’ex milanista Mattioni, di Cris del Lione e dell’olandese De Ridder del Wigan, solo per citare i più famosi. E Mido, da pochi giorni tornato all’Ajax. A proposito: sapete chi è l’allenatore dei Lancieri? Martin Jol, il cui procuratore è proprio Raiola. Il tutto senza dimenticare il compenso, verosimilmente imponente, che Raiola ha ricevuto dal Milan per fare da intermediario nel trasferimento in rossonero di Robinho e altri per stuazioni simili. Un rapido calcolo sul peso di tutte queste operazioni sull’annata 2010-2011, aggiungendo magari le cifre - spesso difficili da quantificare - relative allo sfruttamento dei diritti di immagine dei giocatori (altro campo in cui il procuratore eccelle) porta a ritenere che l'universo-Raiola fatturi circa 5 milioni l’anno. Ma, probabilmente, la cifra è fallace per difetto.

Certo non tutto finisce nelle tasche del procuratore salernitano con licenza Fifa olandese. Perché ci sono i costi correnti, collaboratori e uomini a libro paga delle sue agenzie, la Maguire Tax & Legal che ha sede ad Amsterdam a meno di duecento metri di distanza dal Van Gogh Museum e la Sportman che invece ha domicilio fiscale nel Principato di Monaco, dove Raiola vive. Senza contare gli uffici di rappresentanza sparsi per il mondo e le agenzie con cui Raiola fa affari, come la brasiliana Magasport (proprietaria del 50% del cartellino di Mattioni, oggi all’Espanyol ma al centro di un giallo di mercato questa estate) di cui i maligni sostengono sia una sorta di proprietario ombra. Del resto, negli anni Raiola ha plasmato la sua fortuna con sagacia: da Bergkamp a Nedved, da Roy a Emerson sino ai fuoriclasse di oggi. Il fiuto nell’inserire nella sua scuderia grandi campioni è supportato da un abile utilizzo di frasi destabilizzanti ad uso e consumo della stampa e dei suoi affari futuri (l’ultima è di venerdì: “Balotelli al Milan? Niente ormai è impossibile”, ha detto), da strategie spregiudicate ma consone a un mercato spesso schizofrenico e da una rete di contatti che farebbe impallidire chiunque. Ecco come Raiola, al cambio attuale, molto si avvicina all'uomo da sei milioni di dollari protagonista di una serie tv qualche decennio fa.