"Game over nel Milan, ma ho ancora voglia di giocare. Sogno di chiudere con la maglia dei Glasgow Ranger, ma è difficile". Rino Gattuso dice addio al Milan dopo 13  stagioni ma, a 34 anni, non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. "E' finito un gioco durato 13 anni. Cinque o sei mesi fa i programmi erano diversi: se guardavo una persona, la vedevo in 4 posizioni diverse. Per il cortisone, avevo 6 chili di troppo - dice ripensando ai problemi all'occhio sinistro che hanno pesantemente condizionato la stagione -. Mi sentivo dire che ero importante per lo spogliatoio e in quel periodo poteva anche andar bene...".

"Poi, per fortuna, la situazione è cambiata. E' tornata la  voglia di scendere in campo e di lottare, voglio dimostrare che non sono morto calcisticamente. Io non voglio sentirmi una mascotte o un gagliardetto Qui ho dato tutto, è arrivato il momento di dire basta. E' finito un ciclo. Non avevo detto nulla ai compagni, volevo parlarne prima con la società. Avevo questa cosa in testa da un mese", aggiunge.

"Non voglio ritirarmi: se volessi smettere, tornerei in Calabria visto che manco da casa da 20 anni. Ho due figli, una famiglia, 60 persone lavorano per me tra Gallarate e Milano. In casa comanda mia moglie, è lei il capitano: deciderò con lei, con grandissima tranquillità. Per la storia che ho, non andrei all'Inter  o alla Juventus: ma, sia chiaro, so bene che non mi cercheranno", dice senza sbilanciarsi sul futuro: per il momento, l'unico passo  definito è il primo corso da tecnico a Coverciano.

"Il mio sogno – confessa - è indossare la maglia del Glasgow Rangers: sono arrivato lì da giovanissimo, me ne sono andato a 19 anni. Sarebbe bello tornare per un anno, ma la società è in amministrazione controllata e ha tanti debiti. Sarebbe una scelta di cuore: finire dove ho cominciato, ma è difficile".

"Io non ho mai chiesto il posto assicurato in squadra, mai chiesto niente. Ho sbagliato con alcuni allenatori, l'importante è chiedere scusa. L'anno scorso ho fatto due sciocchezze, una con Jordan e con Leonardo", dice ripensando a due 'passi falsi' commessi nella scorsa stagione, la testata rifilata al viceallenatore del Tottenham e i cori ingiuriosi nei confronti dell'ex tecnico del Milan. "Ma – aggiunge - spero di lasciare una bella immagine". Nella sua lunga avventura rossonera, Gattuso ha vissuto anni indimenticabili agli ordini di Carlo Ancelotti: "Carletto è Carletto. E' stato l'emblema del Milan di quegli anni, quando si  scendeva in campo si dava l'anima per lui. Quando preparava la partita con la sua lavagnetta, non ce n'era... Diceva: 'Voi scendete in campo, la partita ve la faccio vincere io'... Scherzava, ma diceva la verità".

Impossibile paragonare il tecnico emiliano all'attuale allenatore, Massimiliano Allegri: "Sono storie e persone diverse. Allora, poi, era più facile gestire lo spogliatoio. Tutti mi davano per morto l'anno scorso, Allegri mi ha dato la possibilità di scendere in campo con continuità". La vittoria più bella, dice, "è stata la Champions del 2003: abbiamo battuto l'Inter in  semifinale e la Juve in finale. Più di una Coppa...". E il momento più brutto? "La finale di Champions persa a  Istanbul contro il Liverpool. Quante volte me la sono sognata...". A chi prenderà il suo posto in campo e nello spogliatoio, Gattuso dice: "Quando si indossa la maglia del Milan, bisogna vincere. Questa maglia pesa. Spero che la società faccia una squadra competitiva, anche se non so quanti soldi si potranno investire. Conosco le persone che lavorano in questa società, so che faranno il massimo per  allestire una squadra all'altezza".

Via anche Van Bomme l - "Lascio il Milan". Mark van  Bommel, in lacrime, annuncia l'addio alla società rossonera. "Sono  stato qui solo un anno e mezzo. Per me è più facile dire addio rispetto a giocatori come Gattuso, Nesta o Inzaghi", dice il  centrocampista olandese ai microfoni di Milan Channel. Van Bommel  tornerà ad indossare la casacca del Psv Eindhoven. "La vita è  così, ad un certo punto bisogna andare via. Quando sono arrivato qui, tutti mi hanno detto che questa società è come una famiglia: è  vero, è così", dice piangendo.

Arriva Montolivo - C'è Riccardo Montolivo nel futuro del Milan, che nella prossima stagione conta di aprire "un nuovo ciclo" dopo i tanti addii che si stanno consumando in questi giorni. Lo ha detto a Milan Channel Massimiliano Allegri, annunciando che "l'anno prossimo arriverà Montolivo, un giocatore molto bravo, con molta tecnica". "Domani si chiudono una stagione e un ciclo, ma dobbiamo ripartire come il Milan ha fatto dopo gli addii di Rivera e poi di Baresi", ha detto Allegri, concedendo un voto di "sei e mezzo" all'annata rossonera.