di Christian Giordano

Fenomenologia del nuovomercato globale. I top player - pochi e buonissimi - che hanno lasciato grandi club per club ancora più grandi; come van Persie e Song dall'Arsenal al Manchester United e al Barcellona. O, viceversa, passati da club già grandi a club che investono per diventarlo; come Ibra, Thiago Silva e Lavezzi al Paris Saint-Germain.

C'è invece un'altra metà del cielo, quella del campione prossimo al tramonto, indeciso fra la "esperienza di vita" e gli ultimi scampoli di gloria nel calcio che conta. E' il caso di Del Piero, tentato dal nuovo mondo. Alex in Australia fa ripensare alla scelta, quella sì, da pioniere di Bob Vieri, il papà di Bobo, che a fine a fine anni Settanta andò a svernare al Marconi dopo il freddo preso a Toronto, nella stessa squadra, i Blizzard, di Bettega dopo una vita alla Juve.

Erano gli anni di Krol a Vancouver, di Pelé, Beckenbauer e Chinaglia ai New York Cosmos, Cruijff a Washington e Los Angeles, insomma della NASL. La Lega nordamericana antesignana della MLS che oggi ospita Beckham ai Los Angeles Galaxy, Nesta e Di Vaio ai Montreal Impact e Henry ai New York Red Bull. E che fino all'ultimo ha sedotto Alex, ma non Seedorf, che la sua "esperienza di vita" l'ha fatta in Brasile, al Botafogo.

Eto'o all'Anzhi, Drogba e Anelka in Cina come Lippi invece hanno scelto i soldi, tanti, maledetti, anche se, forse, non tutti subito. Ci sarebbe una terza via. Quella di Gattuso in Svizzera, al Sion, a due passi dalla sua pescheria deluxe di Gallarate. Lui ci ha provato a convincere Alex che lì è ancora calcio vero. Gli hanno pure richiamato il vecchio allenatore. Ma quello, niente. Il suo è sempre stato un calcio dell'altro mondo.