"Il Giro del 1999 meritava un'altra fine, meritava la fine vera: la vittoria di Pantani". Dopo le intercettazioni che hanno riaperto il caso, l’avvocato della famiglia Pantani, Antonio De Rensis chiede giustizia per Marco. "La corsa lecita è finita il 5 giugno. Mi aspetto che da domani – ha aggiunto alla presentazione del libro “Pantani è tornato” di Davide De Zan – la Federazione chieda di vedere le carte. A quel punto non saremo i soli a chiedere che venga riscritto quel Giro. Lasciare in pace Marco? Certo, ma avendogli dato giustizia e libertà. Dobbiamo ridargli ciò che gli è stato strappato".

L'appello - "Il codice di giustizia della Federazione ciclistica non prevede la prescrizione, come non è prevista dalla normativa antidoping. Ma prevedono una revisione in casi di anomalie e di illeciti. Come in questa situazione". L’avvocato De Rensis ribadisce il suo auspicio: “Mi piacerebbe che gli organismi Federali chiedano di vedere le carte. Spero che anche il presidente del Coni Malagò mi chieda di avere spiegazioni su tutta questa vicenda".

Mamma Tonina - "Dopo quello che è uscito adesso, avrei piacere ad andare fino in fondo e vedere in faccia queste persone. Non mi accontento. Ho saputo una cosa che immaginavo. Ora ho più certezza": così Tonina Pantani, madre di Marco, dopo che la Procura di Forlì ha definito "credibile che reiterate condotte minacciose ed intimidatorie siano state poste in essere nei confronti di soggetti coinvolti nella vicenda del prelievo ematico" di Pantani a Madonna di Campiglio. "La forza ce l'ho - ha aggiunto Tonina Pantani - perché io ho fatto una promessa a Marco. Avrò fatto quello che dovevo fare, quando scopro tutto, quando vedo in faccia chi ha distrutto mio figlio. Mi dà molto fastidio ciò che è stato detto dalla Procura di Forlì. O è credibile, oppure non lo è. Sembra che mi abbiano dato un accontentino e non lo accetto. Voglio andare avanti".