MERCEDES 9. La forza della stabilità con un progetto in evoluzione. Solida come un carro armato ha quasi percorso la distanza di un’intera stagione senza cercare il tempone. Favorita d’obbligo in attea di vedere se si ritroverà finalmente a correre sotto pressione.

HAMILTON 9.
L’immagine della serenità con i suoi cani e la sua amica Lindsey Vonn. Non ha perso il vizio dei viaggi e della bella vita, concedendosi una notte da Oscar. E’ psicologicamente il più forte.

ROSBERG 7.
Tirato a lucido, asciutto, emotivamente carico, ma a volte sembra solo una facciata per mascherare la tensione che il compagno di squadra gli provoca. Se sotto c’è sostanza può essere l’anno buono.

FERRARI 7.
Qualche problema di affidabilità che rimanda alla bandiera a scacchi per voti ben più alti. La macchina è una rivoluzione e come tale va gestita, con la consapevolezza che può avere più margini di crescita in stagione e per questo più crescita anche dal voto 7. Potrebbe vincere subito alla prima gara, ma sarebbe già sufficiente che la Mercedes non fosse più solo un miraggio su una strada che quest’anno sembra essere più in discesa rispetto al recente passato.

VETTEL 9.
Parla da leader con i piedi per terra e la testa bassa, come piace ad Arrivabene. “L’importante non è vincere la prima gara, ma arrivare in testa alla fine”. Filosofia spiccia, da tedesco che piace alla squadra, e non poco. Se la macchina lo aiuta ci sarà da divertirsi.

RAIKKONEN 8.
Dire che è un Iceman rigenerato o diverso è impossibile perché l’espressione è sempre la stessa, di ghiaccio. Sa che si gioca tanto, soprattutto nella prima parte della stagione. Se vuole convincere la Ferrari o qualche altra scuderia a farlo correre, anche la prossima stagione. Non può più addormentarsi, come negli ultimi due anni. Pronti via e un pensiero al mondiale, giustamente, comunque lo fa.

TOP SORPRESA
HAAS 8. Che già si muova è uno straordinario successo, se poi lo fa anche velocemente lo è ancor di più. L’idea è quella di andare subito a punti. Sarebbe un mezzo miracolo italiano per il tema americano con motore Ferrari e telaio Dallara, ma soprattutto interessa il progetto con la cara vecchia formula dell’assemblatore. Dovesse funzionare avanti anche altri, come Alfa Romeo.

FLOP

MCLAREN 6. Sufficiente perché intanto ha fatto quasi più chilometri nei test che in tutta la passata stagione, ma la prestazione sembra ancora latitare. Lontano ancora dall’essere sulla cresta dell’Honda. Appunto.