Campioni e fenomeni - In mezzo secolo abbondante di storia la Formula 1 ha visto correre, vincere e spesso sacrificarsi fino all'estremo tanti grandi piloti, ma la sua leggenda è stata forgiata da un manipolo di campioni, di fenomeni, di esseri umani talmente straordinari dietro il volante che ancor oggi se dici F1 non puoi non pensare al top assoluto del motorsport. Fangio, Moss, Clark, Stewart, Lauda, Villeneuve, Schumacher... ognuno di noi in testa ha la sua lista. Senza alcun dubbio però, lontano da qualsiasi tentennamento, chiunque in questo elenco inserirebbe anche lui: Ayrton Senna, per tutti "Magic". 

 

Il nubifragio - La sua leggenda nasce un pomeriggio di giugno dell'84. Quel giorno il diluvio universale sembra arrivato apposta per massacrare il toboga di Montecarlo e far emergere il talento assoluto di questo ragazzo brasiliano che pochi conoscono. Al volante della Toleman Senna vola sulle stradine allegate del Principato prima di essere fermato tra mille polemiche da una bandiera rossa quando è lì lì per divorarsi la bianco-rossa McLaren di Alain Prost che cerca di uscire vivo dal nubifragio.

 

Bianco-rosso - Qualche anno dopo il ragazzo di San Paolo diventa "Magic" proprio al volante delle bianco-rosse di Ron Dennis, consacrando alla storia il binomio degli invincibili: Senna-McLaren. Vittorie, trionfi, sconfitte (poche), polemiche (tante) il tutto concentrato in poco più di un lustro. Ayrton e la MP4 "barra qualcosa" (4,5,6..): nessuno e niente più veloce sul "giro secco", quello degli ultimi minuti delle qualifiche del sabato. Quello che "tanto adesso esce Senna ed e’ pole sicura”. Ed è sempre così. In quegli anni lì tutti, chi da casa, chi in pista, chi al muretto box con una camicia infarcita di sponsor... tutti sanno che sarebbe stato ineluttabilmente così. Senna-pole-fine della storia.

 

Tre mondiali su tre - Ayrton Senna li ha vinti calandosi in un abitacolo McLaren, il terzo con la MP4/6 disegnata da Neil Oatley e spinta dal dodici cilindri Honda. E’ stato l’ultimo mondiale conquistato con un v12 abbinato ad un classico cambio ad h. Due ore di gara a combattere con una mano sul piccolo volante e l’altra sulla corta leva del cambio lì a destra che alla fine ti piagava le mani. 

 

Venticinque anni dopo - Il GP d'Australia '91 chiude la stagione e anche lì nel nubifragio non ce ne è per nessuno. Bandiera rossa dopo 14 giri, ma Ayrton questa volta non riescono a fermarlo. E’ già in fuga davanti a tutti. Magic!