"Avevamo bisogno di 3 persone, una doveva far parte dello staff tecnico. Chi meglio di mio figlio, che ha lavorato per 3 anni nel mio staff a Firenze?". Cesare Prandelli, ct della Nazionale, nella conferenza in corso a Coverciano risponde alle domande sulla decisione di inserire suo figlio Niccolò, preparatore, nello staff tecnico azzurro.

"Ho dovuto scegliere delle nuove figure, si tratta di persone valide a livello professionale: una è mio figlio, ha le caratteristiche e conosceva i miei collaboratori. Potrò passare un mese con lui, auguro a tutti di poter lavorare con i propri figli se hanno qualità", dice il ct. E su quello che potrebbe pensare la gente la risposta è secca: "Non ho pensato a eventuali polemiche, e ciascuno può pensare quello che vuole".