di Luca Di Garbo

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Vancouver prima delle Olimpiadi è un palco già pronto, un riflettore spento che attende solo di essere acceso. E andare a Vancouver prima delle Olimpiadi, è un modo per avere un assaggio del tutto prima del tutto esaurito. E’ come assistere alle prove generali di uno spettacolo tanto atteso e godersi la quiete che precede la tempesta di colori, suoni e bandiere. Vancouver in questi giorni prova a rilassarsi prima dello show, mancano gli ultimi ritocchi ma il più è fatto. E per il turista che rifugge la folla dei grandi eventi, ci sono almeno sei buoni motivi per fare un salto da queste parti, in questo periodo. 

Uno. La città è già in clima Olimpiadi e si avverte nell’aria. La frenetica stagione delle costruzioni è terminata. L’aeroporto è pieno di manifesti e murales. Le bandiere olimpiche sono già appese. Le simpatiche mascotte campeggiano un po’ ovunque e in abbondanza. E’ poi è possibile visitare i siti olimpici: Whistler - dove si svolgerà il grosso delle competizioni tra cui le gare di sci alpino e di fondo - dista 125 chilometri da Vancouver, il tempo di un breve viaggio panoramico in treno e magari avete pure la soddisfazione di calzare gli sci sulla neve olimpica.

Due. C’è posto in albergo. Dal 12 al 28 febbraio la disponibilità è nulla o quasi e i prezzi sono pazzi. Al momento, invece, spendete qualcosa come 160 euro a notte per due persone in uno dei più prestigiosi hotel 5 stelle di downtown. O anche molto meno, dipende dalle esigenze.

Tre. Il clima è temperato. La media del periodo si aggira intorno ai 9 gradi, anche se c’è da dire che a differenza di Toronto e Montreal, Vancouver ha un clima mite e non conosce inverni particolarmente rigidi e nevosi come quelli delle città dell’est Canada. In compenso di questi tempi si rischia di beccare un po’ di pioggia. C’è un detto: “A Vancouver quando esci di casa al mattino portati l’ombrello e gli occhiali da sole”. Basta partire attrezzati quindi.

Quattro. Shopping per tutte le tasche. A Vancouver c’è molto da vedere e da comprare. Ci sono  souvenir a palate: dall’immancabile peluche portachiavi al maglioncino di dubbio interesse per il cane, tutto rigorosamente con su impresso la foglio d’acero simbolo del Canada. E c’è Robson Street, la via dello shopping per eccellenza, con grande abbondanza di vetrine. I prezzi? Più abbordabili rispetto al pienone di febbraio.

Cinque. Il richiamo dell’hockey. Considerando che un biglietto per assistere a una partita di hockey alle Olimpiadi oltre che abbastanza caro e anche pressoché introvabile, se siete degli appassionati potete consolarvi vedendo all’opera i Vancouver Canucks. Prenotate prima possibile però, le partite dei beniamini di casa sono quasi sempre sold-out.

Sei. C’è tanto da vedere. Stanley Park è uno dei 220 parchi in città e attira più di otto milioni di visitatori l’anno. Situato a ridosso del cuore della città, è circa il 10 % più grande di Central Park a New York. Se amate stare col naso all’insù, fatevi un giro tra i grattacieli di downtown e capirete perché Vancouver è considerata una delle città più verticali del Nord America. Locali notturni e pub? Granville Street. E se amate la natura o Indiana Jones, assolutamente da non perdere il “Capilano Suspension Bridge”, una breve ricerca su internet vi spiegherà perché. Buon viaggio.