Un tempo non avrebbero avuto speranze. Oggi, dopo il dominio sul Tour, sono gli inglesi gli uomini da battere. Anche su strada. E il fattore-campo è l’ultima delle ragioni. Certo, correre in casa aiuta, ma ancor più aiuta avere come capitano il velocista più forte, Mark Cavendish. È lui il chiaro favorito per la prova in linea maschile di oggi: il campione del mondo correrà su un percorso che sembra fatto su misura per lui. E avrà come gregari niente meno che Bradley Wiggins e Chris Froome, i primi due del Tour de France.

"Il nostro è un dream team”, ha detto Cavendish. Che spera di vedere il trionfo del Team Sky al Tour ripetersi anche nel ciclismo a cinque cerchi. Guai però a pensare a un pronostico scontato e a una gara dall’epilogo inevitabile. Prima di tutto per una ragione tecnica: le squadre non sono di nove unità come al Tour, ma al massimo di cinque. E questo renderà più difficile a tutti, anche agli inglesi, tenere la corsa cucita in vista dello sprint finale.

E poi ci sono gli avversari, il meglio del ciclismo mondiale. A partire da Peter Sagan, lo slovacco rivelazione degli ultimi due anni: scaltro come un veterano e sfrontato come indicano i suoi 22 anni, è il principale rivale per Cavendish. Ancor più se deciderà di non attendere lo sprint e proverà un’azione nel finale. Un obiettivo – evitare il volatone – che Sagan condivide con gran parte degli altri favoriti: dagli specialisti del pavé Cancellara e Boonen (entrambi reduci da infortuni) al norvegese Boasson Hagen, fino al belga Gilbert, per la verità un po’ in crisi.