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Maledetto doping alle Olimpiadi, non solo Ben Johnson

Il velocista canadese non è stato l'unico a essere caduto nella rete dell'antidoping olimpico. Da Rebellin a Ramzi, ecco chi ha provato a imbrogliare ai Giochi. LO SPECIALE OLIMPIADI

Ben Johnson, 2008
©Getty Images

Il velocista canadese, vittorioso sui 100 metri piani ai Giochi di Seul '88 con il nuovo record del mondo, fu trovato positivo agli steroidi tre giorni dopo la finale. Per lui squalifica, restituzione del titolo e cancellazione del record - Lo speciale Olimpiadi

  • Ben Johnson, 2008
    Il velocista canadese, vittorioso sui 100 metri piani ai Giochi di Seul '88 con il nuovo record del mondo, fu trovato positivo agli steroidi tre giorni dopo la finale. Per lui squalifica, restituzione del titolo e cancellazione del record - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Knud Enemark Jensen, Roma 1960
    Non fu trovato positivo perchè l'antidoping non esisteva ancora. Il ciclista danese Knud E. Jensen morì stroncato dal caldo, dalla fatica e da un mix di anfetamine a Roma '60 - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Davide Rebellin, Pechino 2008
    Il ciclista Davide Rebellin, secondo nella gara in linea a Pechino 2008, fu trovato "non negativo" all'Epo di terza generazione (Cera) nel marzo 2009. Medaglia ritirata e squalifica, nonostante i ricorsi dell'atleta - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Stefan Schumacher, Ciclismo
    Stesso sport e stessa sostanza. Il ciclista Stefan Schumacher è stato trovato positivo come Rebellin al CERA alle Olimpiadi di Pechino, dove aveva gareggiato nella gara a cronometro, classificandosi lontano dal podio. Per lui due anni di squalifica - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Rashid Ramzi, Pechino 2008
    Altro caduto nella rete dell'antidoping di Pechino, il mezzofondista del Bahrein di origine marocchina Rashid Ramzi. Per lui positività al CERA e titolo dei 1500 metri tolto e assegnato al keniano Asbel Kiprop - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Kim Jong Su
    Non solo ciclisti e atleti, ma anche tiratori. Come il nordcoreano Kim Jong. Su due medaglie nel tiro a segno a Pechino. Nel 2008 venne squalificato tre giorni dopo le gare per aver assunto un prodotto betabloccante proibito - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Robert Fazekas, Atene 2004
    Medaglia persa e squalifica di due anni per aver provato a manipolare un controllo antidoping. E' quello che è successo al discobolo ungherese Robert Fazekas ad Atene 2004, dove si era appena laureato campione olimpico - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Adrian Annus
    Accusa simile per il martellista ungherese Adrian Annus agli stessi Gioc. I medici provarono che i campioni dei test antidoping pre- e post gara non appartenevanoa lui. E dopo il rifiuto del martellista neocampione olimpico è scattata la squalifica - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Alex Schwazer, 2008
    Il marciatore azzurro Alex Schwazer è stato trovato positivo all'Epo prima dei Giochi di Londra. Per lui esclusione dalle Olimpiadi e probabilmente una lunga squalifica - Lo speciale Olimpiadi
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  • Konstantinos Kederis
    Le Olimpiadi di casa, ad Atene, dovevano essere l'apice della carriera di Konstantinos Kederis. Invece è stata la sua fine. Per "colpa" di un test antidoping saltato, poco prima dell'inizio delle gare. Ritiro dai Giochi e due anni di stop - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Ekaterini Thanou
    Insieme al velocista Kenteris, la velocista Ekaterini Thanou, medaglia d'argento a Sydney 2000 si sottrasse a un controllo antidoping prima di Atene. Fu fermata per due anni, ma a differenza di Kenteris tornò in pista, ma senza grandi risultati - Lo speciale Olimpiadi
    ©Getty Images
  • Marion Jones
    Per Marion Jones, 3 ori a Sydney 2000, nessun test positivo ai Giochi. La sua confessione arriverà nell'ottobre 2007. Ammetterà di aver fatto uso di sostanze dopanti a partire dal 1999 e il Cio cancellerà i suoi risultati a partire da quella data - Lo speciale Olimpiadi
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