"L'ambizione che abbiamo mostrato a Parigi, la voglia di imporre il nostro gioco, è la stessa che abbiamo cercato sempre di avere in questi anni. A volte ci siamo riusciti, altre no, ma la volontà non è mai venuta meno" ha spiegato Brunel, al suo ultimo 6 Nazioni alla guida dell'Italia. Quanto agli avversari, il tecnico azzurro spiega che "anche se hanno cambiato allenatore, il modo di giocare è quello tipico, molto diretto, basato sulla fisicità degli avanti". "L'Inghilterra non è la Francia, a cui è possibile instillare dubbi. La loro struttura di gioco è sempre quella: occupazione del campo e possesso per quanto tempo sarà necessario. Rispetto al passato hanno trequarti con maggiori abilità, tutti molto pericolosi. Sono un avversario molto duro".

 

La formazione anti-Inghilterra - Brunel ha confermato che Biagi "è rientrato in gruppo ed abbiamo deciso di schierarlo dall'inizio". Per quanto riguarda gli esordienti Steyn e Padovani in panchina, "non si tratta di una bocciatura per chi è stato sostituito ma della scelta di creare competizione interna. Padovani, può dare copertura per il ruolo di estremo, dove ha giocato in passato, permettendoci di mantenere Palazzani come secondo mediano di mischia".

 

Inghilterra, tre cambi contro gli azzurri -Tre nomi nuovi invece nella formazione titolare dell'Inghilterra per la partita contro l'Italia a Roma rispetto a quella che ha battuto la Scozia ad Edimburgo nell'esordio del Sei Nazioni. Il ct Eddie Jones ha inserito come mediano di mischia Ben Youngs al posto di Danny Care, Courtney Lawes in seconda linea in sostituzione di Joe Launchbury e Mako Vunipola come pilone destro per Joe Marler.