Sono nato per giocare, bambino per sempre in fondo
Dagli inizi a Teleroma 56 fino alla finale Mondiale di Berlino 2006. La cavalcata di Fabio Caressa, uno dei telecronisti italiani più amati, permeata dalla passione per il calcio e non solo, con il poker ultimo, in ordine cronologico, cavallo di battaglia
Sono nato per giocare.
Professionista, uomo, papà , ma bambino per sempre in fondo.
La mia più grande fortuna è quella di lavorare nelle cose per cui nutro passione.
Calcio, Poker, Cinema.
Cose serie? E che non lo sono queste forse?
Ho cominciato a lavorare giovanissimo, diciannovenne, a Teleroma 56, la principale televisione privata degli anni ‘80 romani.
Nel ‘91 sono arrivato all’allora Pay Tv, diventata poi SKY.
Ho provato a cimentarmi in molte cose.
Partite e telecronache dal calcetto dei campioni, al calcio internazionale, alla C italiana, alla B, alla serie A, al posticipo, alla Champions fino al Mondiale, non mi sono fatto mancare neanche un gradino della scala.
Poi programmi di intrattenimento per giovani (nel lontano ‘96 ero giovane pure io), la notte degli Oscar con la vittoria di Benigni.
E alla fine anche il Poker, altra grande passione.
Il 2006 non lo dimenticherò mai. Lo considero un po' anche il mio Mondiale.
Speriamo di ripeterci nel 2010.
Ah, già , dimenticavo di dirvi per quale squadra faccia il tifo.
Beh è facile... lo avete capito...
Madddddai? Veramente pensavate che ve lo dicessi.
Ahahahaha . continuate a seguirci su queste pagine, magari... un giorno...