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Non c'è nemmeno la soddisfazione della medaglia di bronzo per l'Italvolley nel Mondiale organizzato in casa. Gli azzurri di Andrea Anastasi, dopo aver fallito ieri l'approccio mentale nella gara col Brasile, si arrendono anche alla Serbia, dimostrandosi carenti soprattutto a livello caratteriale. Il 3-1 finale permette alla formazione di Grbic e Miljkovic di salire sul gradino più basso del podio, e costringe Alessandro Fei a dire addio all'azzurro nel peggiore dei modi.

Primo set - Ancora una volta l'Italia manca nelle fasi decisive del match, nonostante un avvio abbastanza convincente. Con Birarelli al centro al posto di Sala, infatti, appare concentrata e reattiva, tanto che la Serbia si ritrova sotto 7-2 in un amen. La delusione per il ko col Brasile sembra smaltita, e invece gli azzurri subiscono il ritorno dei serbi (8-6). Sono però Fei e Savani (con una eccezionale pipe) a scuotere il gruppo di Anastasi riportandolo a distanza di sicurezza (14-10). Distanza che però viene azzerata dalle micidiali bordate dell'opposto Miljkovic, servito alla perfezione da Grbic. Sul 15-15 si avanza punto a punto ma, a piazzare il break decisivo, sono gli uomini di Kolakovic che sfruttano al massimo il muro, i colpi di Miljkovic e un errore di Fei (che precedentemente aveva battezzato male un muro serbo restando immobile a guardare). Sotto di due punti (19-17), l'Italia tenta la reazione con Mastrangelo, ma prima un muro del centrale di Macerata Podrascanin su Fei e poi un servizio vincente del solito Miljkovic permettono alla Serbia di archiviare la pratica del primo set (25-21).

Secondo set - Al rientro in campo la musica non cambia, l'Italia è costantemente in difficoltà e si trova a dover inseguire per tutta la durata del set. Le percentuali dell'attacco azzurro sono impietose e permettono alla Serbia di volare fino al 14-10. L'orgoglio di Vermiglio e compagni produce una parziale riscossa che però si arresta sul 15-14, perché Miljkovic e Podrascanin riprendono a martellare (20-16) fino al decisivo muro dell'altro centrale serbo di Macerata, Stankovic, su Birarelli (25-20).

Terzo set: l'illusione - Per gli azzurri il terzo set diventa quindi decisivo e mettono in campo tutto quello che hanno dentro, andando a pescare risorse ed energie fin qui del tutto assenti. La Serbia prova per due volte a prendere il largo e, dopo essere stata raggiunta, ci riesce alla terza (17-14): l'Italia è sull'orlo del baratro. Anastasi se ne accorge, si gira in panchina e spedisce in campo Sala per Birarelli e Zaytsev per uno spento Savani: è la mossa che cambia il volto del set. Zaytsev mette a terra subito palloni pesanti e, con la collaborazione di Sala e Parodi, azzera pian piano il gap fino al vantaggio azzurro (21-20) firmato da Mastrangelo con un gran muro. La Serbia, pur calando in maniera netta in ricezione, non desiste con Podrascanin e Kovacevic ma la molla azzurra ormai è scattata e porta a casa il parziale con un super servizio vincente di Zaytsev (28-26).

Quarto set: la delusione - La riscossa azzurra, però illude l'eccezionale pubblico del PalaLottomatica di Roma, perché, nel quarto set, gli azzurri vivono un momento di follia che vanifica gli sforzi fatti per rientrare nel match. Sul punteggio di 6-5 per i serbi, infatti, l'Italia stacca completamente la spina e si ritrova sommersa dalla voglia di podio degli avversari, che infilano un break micidiale di 7-0 (13-5). Dopo il muro di Sala che interrompe l'emorragia, Anastasi pesca ancora in panchina e si affida in regia a Travica (per Vermiglio) e nel ruolo di opposto a Lasko (fuori Fei). Stavolta però le distanze sono troppo ampie per poter essere annullate e la Serbia, con l'immancabile schiacciata di Miljkovic (per lui 23 punti), si prende l'incontro (25-19) e la medaglia di bronzo. Lasciando all'Italia la magra consolazione degli applausi del pubblico romano.

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