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Originato dalla classica pallavolo indoor, il beach volley è uno sport più giovane del suo ''fratello maggiore'' ma altrettanto spettacolare e diffuso. Le prime partite risalgono agli anni '20, quando nelle spiagge di Santa Monica vennero allestiti alcuni campi da pallavolo e la nuova disciplina si propagò in tutta la California e nelle Hawaii. Inizialmente le partite erano disputate da squadre di sei giocatori, esattamente come nella pallavolo, ma nel 1930 Paul Johnson organizzò quasi per caso una partita con soli due giocatori per squadra. Era l'inizio del beach volley come lo conosciamo oggi. Negli anni della Seconda guerra mondiale arrivò anche in Europa, cominciando così a diffondersi nel Vecchio continente e negli anni '80 il beach volley conobbe un'esplosione di popolarità che portò la FIVB (la Federazione internazionale di volley) a organizzare un circuito di tornei professionistici in tutto il mondo. Il passo successivo fu l'ammissione ai Giochi Olimpici, dove il beach volley debuttò nell'edizione di Atlanta 1996. Le principali differenze con la classica pallavolo sono: il numero di giocatori, la superficie in sabbia, le dimensioni del campo (16x8 metri invece dei classici 18x9). Alla Beach Arena di Baku vedremo come di consuetudine sia il torneo maschile che quello femminile con gironi di qualificazioni e la fase di eliminazione diretta che porterà alle finali.
 

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