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Atletica leggera alle Olimpiadi

LA STORIA
''La Regina degli sport''. Basterebbe questa definizione a capire quanto abbia significato l'atletica leggera nella storia dei Giochi Olimpici, rappresentandone l'essenza sin dalle origini. Certamente, il fulcro dell'atletica nell'antichità è la Grecia, in cui la disciplina assume grande rilevanza, venendo ripresa dalle opere di diversi artisti: basti pensare alla scultura, con il celebre Discobolo di Mirone (455 A.C.) e alla letteratura, con il canto XXIII dell'Iliade di Omero, in cui vengono descritte prove che sembrano molto simili alle moderne gare di atletica. Saltiamo sino al 1896, quando l'atletica diviene un cardine dei primi Giochi Olimpici dell'Era Moderna: a passare alla storia è la maratona vinta dal pastore greco Spiridon Louis, che da lì assurge a eroe nazionale. Lo statunitense Thomas Burke è invece il primo vincitore dei 100 metri. Da Amsterdam 1928 sono ammesse alle Olimpiadi anche le gare femminili. Il medagliere dell'atletica ai Giochi è guidato dagli Stati Uniti con 781 medaglie, di cui 328 d'oro. Sono invece 19 gli ori conquistati dall'Italia, su 60 medaglie totali. Alcune tra queste vittorie azzurre sono nella leggenda, basti pensare ai 200 metri di Livio Berruti a Roma 1960, ai 10000 di Alberto Cova a Los Angeles 1984, o alla maratona di Stefano Baldini ad Atene 2004. Il maggior numero di ori azzurri proviene dalla marcia, con i due successi nella 20 km (Damilano 1980 e Brugnetti 2004) e i tre nella 50 km (Dordoni 1952, Pamich 1964 e Schwazer 2008). Marciatore è anche l'unico italiano capace di conquistare tre ori olimpici: parliamo di Ugo Frigerio, vincitore nel 1920 della 3 e della 10 km, ripetutosi in quest'ultima distanza anche nel 1924.
FORMULA E QUALIFICAZIONI
Dal 12 al 21 agosto, giornata di chiusura dei Giochi, con la classica maratona maschile, tanti atleti provenienti da tutto il mondo si contenderanno le 47 medaglie d'oro. La prima finale in programma sarà quella dei 10.000 metri femminili. Per vivere le emozioni della velocità, con le finali dei 100 metri, appuntamento il 13 agosto per le donne e il 14 per gli uomini. Le competizioni si terranno all'Estadio Nilton Santos, che ospita normalmente le partite casalinghe del Botafogo. E' solo la seconda volta, dopo Melbourne 1956, che le gare di atletica si disputano in uno stadio diverso da quello delle cerimonie di apertura e chiusura. Riguardo alle iscrizioni, la IAAF ha stabilito dei ''minimi'', che gli atleti devono ottenere durante il periodo di qualificazione per poter essere iscritti ai Giochi, rispettando comunque il numero massimo di atleti per competizione. Nei paesi, come gli Stati Uniti, in cui diversi atleti sono ai massimi livelli nelle varie discipline, si svolgono i famosi e spietati Trials, delle gare di qualificazione in cui la competizione è già a livelli altissimi.
L'EDIZIONE DI LONDRA 2012
Come capita spesso nelle recenti grandi manifestazioni, l'uomo copertina dei Giochi Olimpici di Londra è stato Usain Bolt. Il fenomenale velocista giamaicano si è infatti imposto sia nei 100 che nei 200 metri, in entrambi i casi davanti al connazionale Yohann Blake, guidando inoltre nella 4x100 la sua Giamaica alla vittoria con il primato mondiale. A fare la parte del leone nel medagliere, però, sono stati gli USA, con 29 medaglie di cui 9 ori, 13 argenti e 7 bronzi. Per l'Italia, i Giochi erano iniziati piuttosto male, con l'annuncio della positività di Alex Schwazer. Nei giorni seguenti, le prestazioni dei nostri atleti sono state in linea generale sottotono, con una sola medaglia conquistata: il bronzo di Fabrizio Donato nel salto triplo. Nella stessa sera, era arrivata una delle più grandi imprese dell'atletica moderna: il record del mondo, stabilito senza l'ausilio delle ''lepri'', di David Rudisha sugli 800 metri.
 

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