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Ciclismo - mountain bike alle Olimpiadi

LA STORIA
La mountain bike, come suggerisce la parola stessa, è una bicicletta con un assetto modificato in modo da poter essere utilizzata agevolmente su strade di montagna o non asfaltate. I primi esemplari vennero utilizzati nel 1896 nella spedizione del reggimento dei Buffalo Soldiers da Missoula al parco di Yellowstone. Come in altri casi, la nuova invenzione venne utilizzata poi anche in altri ambiti, così inizialmente i ciclisti su strada cominciarono ad usare le mountain bike d'inverno per tenersi in allenamento anche in condizioni meteorologiche disagiate, mentre negli anni '40 il ciclo-cross divenne uno sport vero e proprio. Si dovette aspettare la fine degli anni '70 perché le industrie ciclistiche cominciassero a costruire apposite biciclette da montagna, con materiali leggeri high-tech, un telaio più robusto ed inclinato, pedali piatti, ruote più larghe e più spesse, manubrio largo e dritto, freni più potenti e cambio e deragliatore diversi dalle classiche biciclette. Da lì la popolarità e la pratica del cross country si sono diffuse molto più rapidamente, prendendo piede soprattutto in California e crescendo fino ad essere introdotto nella rassegna a cinque cerchi. La mountain bike (o cross-country) è una specialità abbastanza giovane delle Olimpiadi: il suo esordio infatti risale all'edizione di Atlanta 1996. La gara presenta un percorso per lo più sterrato, con numerose salite e discese, da ripetere più volte. Se un corridore viene doppiato deve ultimare il giro e poi uscire dalla corsa. Il medagliere della breve storia della MBK vede la Francia davanti a tutti con quattro ori, un argento ed un bronzo, mentre subito dietro arriva l'Italia, grazie ai due ori conquistati dalla grande Paola Pezzo ad Atlanta 1996 e a Sydney 2000 . I restanti tre ori olimpici assegnati fino ad oggi sono stati equamente divisi da Norvegia, Olanda, Germania e Repubblica Ceca.
FORMULA E QUALIFICAZIONI
Le gare di cross-country avranno luogo il 20 e 21 agosto al Centro de Mountain Bike, zona Deodoro. Per la gara maschile si qualificheranno 50 corridori, mentre saranno 30 quelli al via della gara femminile. I 50 ciclisti saranno così distribuiti: le nazioni che occupano i primi cinque posti del ranking UCI potranno schierare tre atleti per una, le nazioni dal sesto al tredicesimo posto potranno presentare ai nastri di partenza due corridori e le nazioni dal quattordicesimo al ventiseiesimo posto uno a testa. Gli ultimi otto posti sono assegnati ai primi due ciclisti dei campionati continentali di Africa, Asia, America ed Oceania. L'ultimo posto viene assegnato da una commissione speciale. Nella gara femminile questi posti scendono ad uno solo, mentre le nazioni dalla prima all'ottava posizione del ranking possono schierare due atlete e quelli dal nono al diciannoviesimo posto solo una.
L'EDIZIONE DI LONDRA 2012
Quattro anni fa l'oro maschile fu vinto dal ceco Kulhavy davanti allo svizzero Schurter. Terzo un ottimo ma sfortunato Marco Aurelio Fontana, costretto a percorrere gran parte del giro decisivo senza il sellino, perso dopo l'impatto contro una pietra. Costretto invece al ritiro il francese e bi-campione olimpico Julien Absalon che non poté così salire sul gradino più alto del podio per la terza volta consecutiva. Nella gara femminile l'oro andò alla francese Julie Bresset, davanti alla tedesca Sabine Spitz e alla statunitense Georgia Gould. Eva Lechner terminò la gara al diciassettesimo posto.
 

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