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Golf alle Olimpiadi

LA STORIA
Le origini del golf non si perdono nella notte dei tempi ma poco ci manca. Non è infatti mai stato chiarito se sia stato inventato in Scozia nel 1413 o in Olanda nel 1297 ma sicuramente arriva dalle verdi coste del Mare del Nord, che siano continentali o isolane. Le regole di base sono abbastanza semplici: vince chi riesce a far compiere alla propria palla il percorso dalla partenza, detta ''tee'', alla buca, detta ''hole'', con il minor numero di colpi possibili. Nel golf come è conosciuto oggi, la cosa va ripetuta per 18 buche a loro volta ripetute per 4 giorni consecutivi. Le specialità sono molteplici ma quella più comune è lo ''stroke play'' nel quale viene proclamato vincitore chi, al termine dei quattro giri del percorso, ottiene il punteggio più basso rispetto agli altri partecipanti. Per monitorare al meglio la situazione durante lo svolgimento della competizione, alle 18 buche viene assegnato convenzionalmente un numero ideale di colpi, detto ''par'', al quale i partecipanti rapportano la propria prestazione, verificando se si è ''sopra il par'' o ''sotto il par'' a seconda dei propri risultati. Sommando le differenze rispetto al par nelle varie buche, si ottiene una classifica comparabile in tempo reale tra i vari partecipanti, molto utile anche per il pubblico. Il rapporto del golf con i Giochi Olimpici è abbastanza controverso. Quella di Rio sarà solo la terza volta in cui verranno assegnate medaglie per questo sport dopo quelle del 1900 e 1904. A Parigi furono assegnate medaglie sia nel maschile che nel femminile con un parco atleti totale di 22 partecipanti. I primi ori andarono agli Stati Uniti e nello specifico a Charles Sands e Margaret Abbott. A St. Louis il numero di atleti fu nettamente maggiore. Parteciparono infatti ben 77 atleti ma di essi ben 74 erano statunitensi e gli altri 3 canadesi. Ciò non impedì a George Lyon di beffare i padroni di casa nella competizione individuale. Nella competizione a squadre parteciparono invece solo atleti statunitensi suddivisi in squadre di club e ad aggiudicarsi l'oro fu la Western Golf Association. Il grande ritorno di questo sport a Rio rischia di essere offuscato per via del virus Zika che ha impaurito gli atleti a tal punto da spingerli a non considerare l'evento a Cinque Cerchi. In Brasile mancheranno moltissimi protagonisti dei circuiti mondiali. Ben 6 dei primi 10 al mondo in campo maschile hanno rinunciato e assisteremo dunque a un torneo dal prestigio ridotto, sempre che si possa fare un'affermazione del genere quando c'è in palio la gloria eterna rappresentata dalle medaglie olimpiche.
FORMULA E QUALIFICAZIONI
Il torneo maschile e quello femminile avranno luogo al Campo Olimpico de Golfe, costruito appositamente nella Reserva de Marapendi a Barra de Tijuca, quartiere della zona occidentale di Rio de Janeiro. Dopo le Olimpiadi, questo percorso di 72 buche diverrà il primo campo da golf pubblico di tutto il Brasile. La competizione maschile si disputerà dall'11 al 14 agosto mentre quella femminile dal 17 al 20 dello stesso mese. Le qualificazioni sono state stabilite in base al ranking mondiale dell'11 luglio 2016 con un massimo di 4 atleti per nazione nel caso siano tra i primi 15 al mondo e un massimo di 2 nel caso siano tra i primi 60. La Internatoinal Golf Federation ha inoltre garantito almeno un posto per continente nel caso nessun atleta rientrasse nei criteri precedenti. L'Italia sarà presente con due atleti sia in campo maschile sia in campo femminile che, solo per il fatto di esserci, faranno la storia del nostro movimento olimpico poiché saranno i primi azzurri a partecipare alle Olimpiadi in questa disciplina.
 

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