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Lotta libera alle Olimpiadi

LA STORIA
Se volessimo ricercare nei tempi antichi delle attività antenate della moderna lotta libera, non potremmo che rivolgere il nostro sguardo all'Antica Grecia. Qui, tra le tante discipline che prevedevano un corpo a corpo, quella che maggiormente ha influenzato la nascita della lotta moderna è il ''pancrazio'', ovvero un combattimento senza regole utile a forgiare il fisico anche in previsione di guerre. Gli incontri di pancrazio erano violentissimi e si concludevano spesso con una morte: la leggenda narra che uno degli atleti più forti, Milone di Crotone, sconfisse in questa disciplina addirittura un toro. In tempi moderni, tra le varianti si è distinta quella della lotta libera: le sue caratteristiche, diversamente dalla greco-romana, sono la possibilità di eseguire tecniche di atterramento o ribaltamento che prevedano azioni sulle gambe e, recentemente, la presenza di una variante femminile. Per via delle sue antichi e nobili origini, la lotta libera diviene, già da Saint Louis 1904, un cardine dei Giochi Olimpici dell'Era Moderna. Il medagliere generale della competizione è dominato dagli Stati Uniti con 114 medaglie, di cui ben 49 d'oro, seguiti da Unione Sovietica (56 medaglie), Giappone (52 medaglie) e Turchia (36 medaglie). Sono 51, in tutto, le nazioni salite almeno una volta sul podio ai Giochi nella lotta libera: tra queste c'è l'Italia, che ha vinto una sola medaglia, ma del metallo più pregiato: bisogna tornare indietro con la memoria addirittura a Mosca 1980, quando il napoletano Claudio Pollio conquistò l'oro nel 1980 a Mosca.
FORMULA E QUALIFICAZIONI
In un match di lotta libera lo schienamento equivale al ko: per ottenerlo si eseguono diverse mosse a cui vengono attribuiti dei punteggi che variano da 1 a 5. In assenza dello schienamento, la vittoria si ottiene così ai punti. Nel caso di parità, con i due contendenti che hanno ottenuto almeno un punto ciascuno, vince chi ha conquistato l'ultimo. Nel caso in cui la ripresa termini 0-0, gli arbitri la assegnano al lottatore che a loro parere è andato di più all'attacco. A Rio 2016 saranno dodici le medaglie d'oro assegnate nella lotta libera, i cui incontri si terranno all'Arena Carioca 2 dal 17 al 21 agosto. Le donne gareggeranno nelle categorie 48 kg, 53 kg, 58 kg, 63 kg, 69 kg, 75 kg, gli uomini nei 57 kg, 65 kg, 74 kg, 86 kg, 97 kg, 125 kg. Per ottenere la qualificazione ai Giochi, la prima possibilità era data dai Campionati Mondiali di Las Vegas 2015, seguiti da quattro tornei continentali (con Africa e Oceania raggruppate), di cui quello per l'Europa si è svolto a Zrenjanin (Serbia) dal 15 al 17 aprile. Chi in questi tornei non fosse entrato tra i primi due, aveva come ultima possibilità i tornei pre-olimpici di Ulan Bator e Istanbul.
L'EDIZIONE DI LONDRA 2012
A Londra 2012, diversamente da Rio in cui si assegneranno sei ori tra gli uomini e sei tra le donne, erano sette le categorie di peso maschili, contro le sole quattro femminili. A chiudere al primo posto nel medagliere della lotta libera fu il Giappone, capace di vincere ben quattro ori: uno al maschile e tre al femminile. Due gli ori ciascuno, invece, per due classiche potenze di questa disciplina come Stati Uniti e Russia, mentre il personaggio dei giochi è stato l'uzbeko (ma russo di nascita) Artur Taymazov: la sua medaglia d'oro nei 120 kg è stata la sua terza consecutiva alle Olimpiadi dopo Atene 2004 e Pechino 2008 e lo ha consacrato come uno dei più grandi di sempre nella lotta libera.
 

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