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Tiro a volo alle Olimpiadi

LA STORIA
Il tiro a volo nasce come evoluzione del tiro a segno, con l'intenzione di aumentarne la difficoltà rendendo mobile il bersaglio e stabilendo appunto che dovesse essere colpito durante la sua parabola aerea. Le prime gare si svolsero in Sicilia verso la metà del XIX secolo, ma per avere la prima società sportiva si dovette attendere il 1872, quando a Milano nacque il primo circolo di tiro a volo. Inizialmente le gare venivano effettuate sparando a delle palline di vetro lanciate da uno strumento apposito, poi queste ultime vennero sostituite da dischi in argilla o da piccioni vivi. Il tiro a volo fece il suo esordio ai Giochi Olimpici nel 1900, con la disciplina della fossa olimpica, proprio con piccioni vivi come bersagli da abbattere. Da lì in poi vennero aboliti e si iniziarono ad usare solo i piattelli in argilla. Le gare di tiro a volo, così come quelle di tiro a segno, non vennero disputate nel 1904, poi ripresero dal 1908 al 1924 prima di essere di nuovo tolte tra il 1928 ed il 1948. Dal 1952 venne definitivamente riammesso, per poi essere ampliato nel 1968 con lo skeet e nel 1996 con la doppia fossa olimpica. Ad oggi le discipline sono proprio tre: fossa olimpica, skeet e doppia fossa olimpica, ognuno in versione maschile e femminile. Il tiro a volo femminile è stato aggiunto al programma dei Giochi a partire dal 1996: in precedenza la competizione maschile era aperta anche alle donne e nel 1992 la cinese vinse l'oro nello skeet a Barcellona. Da lì fu quindi presa la decisione di ampliare anche alla categoria femminile il tiro a volo olimpico. L'Italia partecipò alle gare di tiro a volo con un suo atleta per la prima volta nel 1952 e nel 1956 conquistò il suo primo oro con Galliano Rossini. L'ultimo è invece quello di Jessica Rossi nella fossa olimpica di Londra 2012, primo oro ''rosa'' di sempre in questa disciplina.
FORMULA E QUALIFICAZIONI
Come nel caso del tiro a segno, anche le competizioni del tiro a volo avranno luogo al Centro Olimpico de Tiro, in zona Deodoro. Le specialità della fossa olimpica (trap) e dello skeet sono in programma sia in versione maschile che in versione femminile, mentre la doppia fossa olimpica (double trap) verrà disputata solo dagli uomini. Tutte le competizioni si compongono di una prima fase con un numero standard di bersagli da colpire per tutti i tiratori e di una seconda fase a cui accedono i migliori sei punteggi della prima. Per le finali è stata introdotta una modifica sostanziale rispetto al passato: ogni turno di tiro eliminerà un atleta fino a quando ne resterà uno che automaticamente potrà fregiarsi del titolo olimpico. Le qualificazioni alle Olimpiadi sono avvenute conquistando piazzamenti di prestigio in una serie di tornei riconosciuti dalla ISSF (International Shooting Sports Federation), cominciata nell'agosto 2014 e proseguita con i tornei continentali e tappe della Coppa del Mondo, oltre a delle quote mantenute per tiratori iscritti su invito.
L'EDIZIONE DI LONDRA 2012
Ai Giochi di Londra di quattro anni fa il miglior risultato fu quello degli Stati Uniti, che conquistarono due ori, entrambi nello skeet. La squadra azzurra chiuse al secondo posto nel medagliere con l'oro di Jessica Rossi capace di sbagliare un solo piattello tra qualificazioni e finale della fossa olimpica. La prestazione gli valse sia il record del mondo che quello olimpico. Nella stessa gara la finale fu drammatica per Alessandra Perilli, atleta di San Marino, arrivata fino allo shoot-off a tre per l'argento e battuta dalla slovacca Stefecekova e dalla francese Reau. Sarebbe stata la prima medaglia di sempre alle Olimpiadi per la piccola Repubblica che invece si è dovuta accontentare di un quarto posto. Amara anche la finale maschile con il nostro Massimo Fabbrizi sconfitto dal croato Cernogoraz nello shoot-off per l'oro ma comunque in grado di portare a casa un ottimo argento.
 

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