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03 maggio 2009

Roma. Nadal a caccia del poker, Djokovic permettendo

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Finirà Come a Monte-Carlo? o Nole Djokovic riuscirà a fermare l'impressionante Nadal?

ELENA PERO, inviato di SKY Sport, presenta la finalissima degli Internazionali che, come a Montecarlo, vedrà di fronte i numeri 1 e 3 del mondo. Nole sembra essere l’unico ad avere almeno i colpi e la testa per tentare di contrastare il favoritissimo Rafa

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di ELENA PERO

da Roma

Ha giocato venticinque finali sulla terra battuta e ne ha persa solo una. Il soggetto non può che essere Rafael Nadal, che agli Internazionali giocherà per la ventiseiesima volta per un trofeo “in rosso”. Fino ad oggi soltanto Roger Federer era riuscito a togliergliene uno, quell’unica volta, due anni fa ad Amburgo. A Roma ci proverà Novak Djokovic, che è il campione uscente. Il serbo sembra essere l’unico in questo momento ad avere almeno i colpi e la testa per tentare di contrastare il dominatore del circuito. Per quanto riguarda le gambe per correre più a lungo dello spagnolo, quelle per il momento non le ha nessuno. 

Nole ha giocato veramente bene in semifinale contro Federer. Perso di misura il primo set, è andato indietro di un break nel secondo e quando la situazione sembrava precipitare per il serbo, è arrivato un acquazzone che ha interrotto la partita per un’ora. Chissà se avrebbe vinto comunque Roger, che è salito 3 a 1 sia nel secondo che nel terzo set. Tutte e due le volte ha poi subito un parziale di 5 a 0. Che succede allo svizzero? C’è il partito di chi sostiene che sia calato dal punto di vista fisico, chi invece appoggia le insicurezze mentali derivate dalle ultime sconfitte.

Nella sostanza Roger, che prima perdeva quasi solo con Nadal, ora viene battuto con una certa regolarità anche da Djokovic e Murray e saltuariamente anche da altri. Se si tratta solo di una carenza di motivazione, che invece si accenderebbe solo negli appuntamenti che contano (leggi Slam, ndr), lo si scoprirà solo a Parigi.

Carenza di motivazione è un concetto per il momento sconosciuto a Nadal. Il numero uno del mondo è arrivato in finale senza perdere un set, lasciando una media di quattro giochi e mezzo a partita. Anche Fernando Gonzalez non è sfuggito al destino comune e dopo 35 minuti di buon tennis ha capito che non avrebbe potuto combinare nulla di eclatante. La semifinale romana era per la partita numero duecento della carriera sulla terra battuta. Quante ne ha perse? Quattordici. 

Nadal–Djokovic, quindi, come quindici giorni fa a Monte-Carlo. Nel Principato il serbo era riuscito a portare il suo avversario al terzo set, ma ha pagato lo sforzo nel finale. Nonostante due settimane di allenamento in più il pronostico non cambia: il favorito rimane Rafa Nadal.

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