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20 settembre 2009

Io Federer, che ho il terrore di serpenti, ragni, paracadute

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Roger Federer e Nole Djokovic sorridenti

L'intervista al numero 1 del mondo. Che confessa le sue debolezze umane, dice di sperare in molti anni di felicità giocando a tennis e rivela la passione per il rock: adoro, su tutti, Michael Jackson

Un'intervista sentimentale. Sul quotidiano La Stampa, si apre a Giancarlo Dotto un Roger Federer assolutamente inedito, sincero, amabilissimo, cordiale, spiritoso. In occasione dei playoff di Coppa Davis a Genova in cui la Svizzera ha battuto l'Italia, il campionissimo rivela insomme debolezze e passioni umane.

Come l'amore per la letteratura di David Foster Wallace, lo scrittore americano suicidatosi di recente: "Ho fatto con lui a Wimbledon un'intervista di mezz'ora, una delle più strane che abbia mai fatto. Mentre me ne andavo ero lì che mi chiedevo ancora di cosa avessimo parlato. Mi ha molto colpito il suo suicidio. Spero, sono sicuro che non sia stato a causa mia... Artisti come lui hanno ideali di un livello troppo alto, che spesso non reggono, purtroppo, il confronto con la vita. Lui ha scritto un saggio meraviglioso su di me. Anche grazie a lui il mondo è per me un posto migliore".

O come le paure: "Mi fa paura l'idea di paracadutarmi nel vuoto. E poi ho terrore dei serpenti e dei ragni". O come la passionaccia per la musica: "La musica è importante. Mi piace ascoltarla, specie quando guido. Da ragazzo suonavo il pianoforte. Mi piaceva molto la dance, ma oggi sono più vicino al rock. Su tutti, adoro Michael Jackson".

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