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12 settembre 2010

Us Open donne, la Clijsters di nuovo regina: Zvonareva ko

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Kim Clijsters e la figlia festeggiano la vittoria agli Us Open

Per la terza volta, dopo i successi del 2005 e dell'anno scorso, la belga conquista l'Open degli Stati Uniti: è il suo terzo titolo dello Slam. La finale contro la russa, non ha storia: 6-2 6-1 il punteggio, ottenuto in meno di un'ora. GUARDA LE FOTO

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Kim Clijsters resta la regina di New York. La 27enne belga ha trionfato all'US Open  conservando il titolo conquistato un anno fa e centrando il terzo successo complessivo sul cemento di Flushing Meadows. La testa di  serie numero ha demolito in finale la russa Vera Zvonareva: 6-2, 6-1  in 59' senza storia. La finale e' la seconda piu' rapida nella storia  del torneo. Nel major a stelle e strisce, la Clijsters non incassa una  sconfitta dal 2003. Dopo la finale persa 7 anni fa, è arrivato l'exploit nell'edizione 2005. Poi, dopo la lunga pausa per la  maternità, il trionfale ritorno alle competizioni e' stato  impreziosito 12 mesi fa a Flushing Meadows. La magica striscia  vincente non si e' interrotta, a New York è ancora festa.

"Un pizzico di esperienza mi ha aiutato", dice la fuoriclasse dopo aver completato la missione. La finale è stata una sorta di passeggiata, come dimostra ampiamente lo score. Dal 2-2 iniziale, la belga si è aggiudicata 7 game consecutivi tra il primo e il secondo set contro un'avversaria incapace di entrare in partita. La Zvonareva, zavorrata da 24 errori gratuiti e incapace di trasformare l'unica palla break a disposizione, ha alzato metaforicamente bandiera bianca all'inizio del secondo parziale: la racchetta sbattuta violentemente a terra è diventata il segnale di resa.

"Sono felicissima di aver difeso il titolo. È sempre un onore, specialmente in un torneo dello Slam, tornare e fare bene dove gia' si e' vinto. Si vuole a tutti i costi riproporre il migior tennis. So che posso battere chiunque se mi esprimo al top", aggiunge la Clijsters,  che nella stagione 2010 aveva perso 2 sfide con la Zvonareva, contro  la quale conduce nel complesso per 6-2.

"Ero un po' nervosa all'inizio pensando alle 2 sconfitte. Allo stesso tempo, ero più concentrata. Sapevo che avrei dovuto variare le traiettorie e giocare palle basse per metterla in  difficoltà", aggiunge. La ricetta è stata applicata alla perfezione. Prima di scoprire il feeling con l'US Open, la belga aveva incassato 4 k.o. in altrettanti finali in appuntamenti dello Slam. Ora la scomoda etichetta di 'perdente di successo' rischia di passare alla Zvonareva. La 26enne moscovita nel 2010 è stata la 'runner up' anche  a Wimbledon.

"So quanto possa essere duro perdere - dice la belga alla  collega nella cerimonia di premiazione-. Io ci ho messo un po' a  vincere, so che succederà anche a te". "Kim non mi ha dato nessuna  chance - dice la russa chiudendo l'avventura-. Sono un po' delusa, è  chiaro, ma resta la soddisfazione per aver raggiunto la finale. Forse devo cambiare qualcosa per arrivare fino in fondo in un torneo dello Slam. Dal punto di vista fisico, in questo caso, non sono stata all'altezza. Magari alla fine della carriera mi guarderò indietro e  pensero' che questo è stato comunque un momento straordinario. Per ora, però, preferisco guardare avanti. Continuo ad avere fiducia totale nei miei mezzi, ho fiducia in me stessa al 100%".

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