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11 aprile 2011

Nadal e Montecarlo: "Difficile un altro poker sul rosso"

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Lo spagnolo, numero 1 del mondo, nel 2010 ha vinto a Montecarlo, Roma e Madrid prima di fare centro al Roland Garros. Oggi ci crede meno: "Quello che ho fatto lo scorso anno è stato storico. Non è successo per 50 o 60 anni, non penso di potermi ripetere"

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Il poker sulla terra rossa non si può bissare. Rafa Nadal arriva sulla sua superficie preferita ma tiene un profilo basso: lo spagnolo, numero 1 del mondo, nel 2010 ha vinto a Montecarlo, Roma e Madrid prima di fare centro al Roland Garros. "Non penso di poterlo fare un'altra volta", dice il mancino di Mallorca, che si appresta ad esordire nel torneo monegasco.

Il principato è la prima tappa sul clay continentale. "Quello che ho fatto lo scorso anno è stato storico. Non penso di poterlo fare ora. Non è successo per 50 o 60 anni, non credo di poterlo fare per due volte di fila", dice nel villaggio del Montecarlo Country Club. Nel principato, Nadal va a caccia del settimo trionfo consecutivo. Il bilancio di 34 successi e 1 sola sconfitta, datata 2003, autorizzerebbero un approccio a dir poco fiducioso. Lui, invece, si muove con prudenza estrema, forse anche eccessiva: la primavera sulla terra rossa europea, dice, si prospetta estremamente equilibrata.

Il serbo Novak Djokovic, che salta l'appuntamento di Montecarlo per problemi ad un ginocchio, è l'uomo del momento con 26 vittorie in altrettanti match disputati quest'anno. Lo svizzero Roger Federer, sceso al terzo posto nel ranking, è sempre un favorito d'obbligo in ogni torneo a cui prende parte. "Tutto è molto aperto", dice Nadal. "Roger ha una chance, come Djokovic. Io per ora ho un po' di vantaggio nel ranking, ma non si può mai sapere come andranno le cose".

"Novak - dice riferendosi in particolare al numero 2 della classifica - sta giocando benissimo. Ha un potenziale enorme, è in striscia positiva e questo gli dà ulteriore fiducia. Vedremo chi sara' il numero 1 alla fine dell'anno". "Giocare a Montecarlo - aggiunge - è fantastico, ma ho bisogno di qualche giorno per abituarmi alla superificie. Non gioco sulla terra rossa da quasi un anno e devo ricordarmi cosa devo fare, quale strategia adottare, quali colpi scegliere". Sembrerà strano, ma il numero 1 del mondo ha bisogno anche di ripetizioni video: "Guardo i filmati per ricordarmi cosa fare. Guardo le partite degli anni scorsi, questo mi aiuta a giocare nel modo giusto".

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