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21 giugno 2011

Wimbledon, è il giorno di Camila Giorgi: "Vivo in un sogno"

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Camila Giorgi, numero 169 del ranking WTA, esordisce a Wimbledon contro la TdS numero 32 Tsvetana Pironkova

L'INTERVISTA. Nata a Macerata 19 anni fa, Camila è pronta ad esordire nel suo primo torneo dello Slam: "Non vedo l'ora". Giramondo per amore della racchetta, vive in Florida ma non dimentica le sue radici: "Vorrei giocare di più in Italia"

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di Matteo Veronese

Se hai aspettato 14 anni per veder realizzare il tuo sogno e sei arrivata a sfiorarlo, cosa saranno mai 24 ore di ritardo? Camila Giorgi, giovane rivelazione del tennis femminile azzurro, dopo essersi qualificata al tabellone principale di Wimbledon si è vista posticipare a stamane il match di esordio contro la testa di serie numero 32, la semifinalista del 2010 Tsvetana Pironkova, causa pioggia. Abbattuta? Più tesa di prima? Neanche per sogno, anzi. L'attesa sembra caricarla ancor più di quanto non lo fosse già: "Qui è tutto bellissimo, un sogno, non vedo l'ora di scendere in campo e vedere cosa succederà. Ho chiamato subito al circolo, una volta tornata in albergo: giocherò alle 12, il primo match. Non vedo l'ora".

Nata a Macerata il 31 dicembre 1991, sin da giovanissima proclama "sarò la numero 1 al mondo". Parole che descrivono in parte un carattere forte, alimentato dal sangue argentino di papà Sergio che le scorre nelle vene e da una testardaggine della quale ha saputo fare un punto di forza. A 5 anni si innamora della racchetta e molla la danza, pur avendo già ricevuto una convocazione dalla nazionale, dedicandosi anima e corpo al tennis. Viaggia tra Italia, Spagna e America, collezionando un'infinità di ore di allenamento sempre assistita dal padre, ma pochissime apparizioni sui campi da gioco: "Ho lavorato moltissimo sulla tecnica, ora sto concentrandomi più sulla strategia. Ho bisogno di giocare più partite, ma ora mi sento prontissima".

Timida e riservata nella vita privata ("Quando non gioco passo il tempo a casa con la mia famiglia o esco con le amiche. Niente di che..."), determinata e aggressiva in campo: "Mi piace giocare d'attacco, anche con la seconda, a costo di sbagliare". Da sette mesi vive con la famiglia in Florida, a Key Biscane, dove si allena per lo più sul cemento, superficie che favorisce il suo stile di gioco, e di tanto in tanto anche sull'erba. "Ma qui non c'è paragone con i campi su cui mi sono allenata a casa. E' un sogno". Un sogno inseguito a lungo nei tornei Itf (ne ha vinti 4 dal settembre 2009) e conquistato grazie alla vittoria a Carson che l'ha fatta salire al numero 170 del ranking, ovvero alla possibilità di giocarsi le qualificazioni del torneo più prestigioso del mondo. Tre partite, tre vittorie, fortemente volute: al secondo turno si è trovata sotto 2-6, 0-4 ed è riuscita a ribaltare a suo favore la partita, liquidando poi l'ultimo ostacolo Lindsay Lee-Waters con un netto 6-1 6-4. Wimbledon, finalmente, l'ingresso nel Grande Tennis dalla porta principale. E poi? "Un torneo in Italia". Sulla sua pagina di facebook tifosi azzurri e argentini se la contendono, ma lei vorrebbe un giorno rappresentare il Paese dove è nata. "Di norma in questo periodo gioco a Cuneo. Vorrei partecipare a più tornei in Italia, anche se non ci vivo più". C'è solo un problema: all'International Country Club, solitamente, si gioca l'ultima settimana di giugno. In contemporanea con la seconda settimana di Wimbledon. E se...?

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