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08 settembre 2011

Piove ancora sugli Us Open, tennisti furiosi: poco protetti

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Gli addetti ai lavori provano ad asciugare il campo dell'Arthur Ashe

A New York, dopo l'ottava, anche la nona giornata è stata cancellata per il maltempo. Nadal: "Qui tutti lavorano per i soldi ma non per noi, e io dico che non si può andare in campo se piove". Meteo permettendo, semifinali e finale su Sky 3D

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Nel primo weekend di Sky 3D, il canale di Sky interamente dedicato alla programmazione in 3 dimensioni, per lo sport spazio al grande tennis, con la fase finale dell’edizione 2011 dello “US Open”, quarto e ultimo torneo del Grande Slam, in corso di svolgimento sul cemento di Flushing Meadows a New York.

In collaborazione con Eurosport, su Sky3D, condizioni climatiche permettendo, sarà possibile assistere in diretta venerdì 9 settembre alle semifinali del singolare femminile, cui potrebbe partecipare anche l’italiana Flavia Pennetta, cui faranno seguito sabato 10 settembre le semifinali di quello maschile e, nella notte, la finale femminile. Domenica 11 settembre, chiusura alla grande con la finale del singolare maschile.

Adesso però il pericolo che gli US Open vadano alla terza settimana è reale. La pioggia ha impedito ancora che si giocasse, dopo il tentativo fatto da Nadal e Murray, mandati in campo poco dopo mezzogiorno locale rispettivamente contro Muller e Young, ma ben presto (appena un quarto d'ora) costretti a rinunciare. Alle 15.30 locali gli organizzatori hanno annunciato la cancellazione dei due quarti maschili (Djokovic-Tipsarevic e Federer-Tsonga), alle 17.30 locali sono stati cancellati tutti i match di singolare maschile previsti, mantenendo invece nella programmazione i quarti femminili. Intorno alle 19.30 era scesa in campo sull'Arhtur Ashe Stadium l'americana Serena Williams, che non ha fatto neppure in tempo a completare il palleggio con la russa Anastasia Pavlyuchenkova, mentre sugli altri campi le giocatrici non avevano ancora iniziato. Quindi, alle 20.15 locali (era notte in Italia) la decisione di rinviare tutto a oggi. Flavia Pennetta, tempo permettendo, giocherà il secondo match in programma sul Court 17 a partire dalle 11 locali (le 17 in Italia). Per gli organizzatori sarà una corsa contro il tempo, anche perchè le previsioni meteo per giovedì annunciano ancora pioggia (miglioramenti sono attesi per venerdì). 

Nadal non voleva neppure cominciare con il campo in cemento ancora umido e quindi scivoloso e dopo la stop ha guidato la ribellione dei giocatori che, nonostante la pressione della Ust (la federtennis statunitense) hanno deciso d'incrociare le braccia. "Non siamo protetti - ha spiegato Nadal -: ci sono tanti soldi nei tornei del Grande Slam e noi facciamo parte dello spettacolo. Qui tutti lavorano per i soldi ma non per noi, e io dico che non si può andare in campo se piove. Se mi dicono che devo andare in campo lo faccio, ma penso non sia giusto ed ora noi dobbiamo batterci affinchè le cose cambino. Dobbiamo avere abbastanza potere in modo da dire che sui campi bagnati non si gioca. Mi dispiace per i tifosi, ma la salute di noi giocatori è più importante". L'incontro dello spagnolo e' stato sospeso al quarto gioco, con Rafa in vantaggio per 3-0. "Quando io e Muller abbiamo cominciato a palleggiare ancora pioveva ed il campo era molto ma molto scivoloso", ha detto ancora l'ex numero 1 del mondo. Su queste posizioni si è allineato Murray: "è pericoloso giocare in queste condizioni, ci si può far male". 

Già martedì, sempre a causa della pioggia che cade ininterrottamente su New York da due giorni, era stato cancellato l'intero programma della nona giornata. Non succedeva dal 2006 e negli ultimi tre anni il maltempo ha condizionato il torneo costringendo a disputare la finale maschile al lunedì. Ecco perchè si è immediatamente riaperto il dibattito sulla necessità di dotare l'Arthur Ashe Stadium di una copertura con tetto scorrevole, come avviene a Melbourne e dal 2009 sul Centre Court di Wimbledon (e dal 2016 anche al Philippe Chatrier del Roland Garros). Ma la federtennis Usa ha stimato che costerebbe troppo, almeno 150 milioni di dollari, dotare di un tetto quello che rimane il maggior stadio tennistico del mondo, con i suoi 23.157 posti. E non è tutto, perchè a Flushing Meadows non dispongono neppure dei teloni per coprire i campi. Quando smette di piovere il cemento dei court viene asciugato con delle apposite macchine che soffiano aria calda, mentre per le linee si provvede con gli asciugamani.

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