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27 gennaio 2012

Melbourne: Murray ci prova, ma sarà Djokovic a sfidare Nadal

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Novak Djokovic ha sofferto oltre 5 ore per avere la meglio di Andy Murray (Foto Getty)

E' durata oltre cinque ore e 5 fantastici set la sofferta semifinale che metteva di fronte il serbo allo scozzese. Alla fine l'ha spuntata il numero 1 del mondo: sarà quindi Nole ad affrontare lo spagnolo domenica nella finale degli Australian Open 2012

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Novak Djokovic vola in finale all'Australian Open. Il serbo, numero 1 del mondo e detentore del  titolo, in semifinale ha sconfitto lo scozzese Andy Murray, testa di  serie numero 4, per 6-3, 3-6, 6-7 (4-7), 6-1, 7-5 dopo 4h50' di  battaglia. Domenica il 24enne di Belgrado affronterà lo spagnolo Rafa  Nadal, numero 2 del seeding, nel match che farà calare il sipario  sulla prima prova stagionale del Grande Slam.

Djokovic arriverà all'appuntamento dopo una maratona nella quale ha piegato l'avversario alla distanza. La prima frazione fa capire quale sarà il copione della serata: avanti a strappi, con tanti errori gratuiti (69 per in vincitore, 86 per lo  sconfitto) e 18 break. Tre consecutivi tra il quarto e il sesto game lanciano Djokovic sul 4-2: il detentore del titolo riesce a mantenere il margine fino al 6-3 che prende forma in 47'. Murray subisce il break all'inizio del  econdo set, rischia di sprofondare sotto 0-3 ma rimane agganciato al  treno: il servizio finalmente funziona, i colpi da fondo 'pesano' e il 24enne di Dunblane ribalta completamente la situazione: 4-2 con 4  giochi consecutivi contro un avversario in corto circuito. Quando sembra padrone del campo, Murray si inceppa: due doppi falli, un dritto affondato in rete e 'Nole' torna in corsa (3-4).

Nemmeno il talento di Belgrado brilla per solidità, altro break e altro allungo scozzese (5-3). Murray fa di tutto per rimettere in  carreggiata l'avversario (15-40) ma, alla fine, riesce a mantenere il servizio per il 6-3 dopo 1h52' di gioco: un set pari, si riparte. Djokovic si rimette in moto col fiatone e apre il terzo parziale annullando ben 5 breakpoint. La fuga di Murray nasce nel terzo game, il britannico sembra in grado di controllare il gioco contro un rivale  falloso e poco mobile. E invece, una sequenza di errori 'made in Scotland' consente al numero 1 del mondo di salire 3-2. Il detentore del titolo ritrova solidità e lucidità. Sul 5-4, si procura 3 set-point: Murray non trema, prende sempre l'iniziativa e li annulla tutti.

Dopo aver rischiato grosso, il britannico piazza un break di platino. Può servire per il set ma, sul più bello, si complica la vita: 6-6, tie break. Lo scozzese ha il merito di tirare fuori il  meglio del proprio repertorio quando non si può più sbagliare: chiude 7-4 e passa a condurre dopo 3h20' di scambi violenti. Guai a pensare che il traguardo sia vicino. Djokovic parte sparato nel quarto set, scappando sul 4-0 e archiviando il parziale per 6-1. L'epilogo è rinviato, come è giusto che sia, alla quinta e decisiva partita. Dopo il lungo passaggio a vuoto, Murray si iscrive nuovamente alla contesa. Al sesto game, però, cede il servizio e Djokovic vola 4-2. Tutto finito? Macchè. Sotto 3-5, lo scozzese confeziona un game perfetto: break a zero, 4-5 e la giostra riparte dal 5-5. Nel tourbillon di emozioni, tocca a Djokovic risalire da 15-40: 6-5. In un match tra pesi massimi, il 'defending champion' continua a picchiare duro fino all'ultimo gong. Murray si arrende, 7-5 e 'Nole' è in finale. Dovrà ritrovare le energie per difendersi dall'assalto di Nadal. Lo spagnolo conduce 16-13 nei confronti diretti, ma è finito k.o. negli ultimi 6 duelli.

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