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27 gennaio 2013

Djokovic abbatte Murray: l'Open d'Australia è ancora suo

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Djokovic bacia il trofeo dell'Australian Open

Il serbo numero 1 del mondo supera lo scozzese in 4 set e conserva il titolo. Per Nole si tratta della quarta vittoria nel torneo, la terza consecutiva a Melbourne

Novak Djokovic rimane sul trono di Melbourne. Il serbo, numero 1 del tennis mondiale, trionfa agli Australian Open per il terzo anno consecutivo (record nell'era Open) e conquista il quarto titolo complessivo nella prima prova stagionale del Grande Slam. Il 25enne di Belgrado conserva lo scettro dopo 3h39' di battaglia con lo scozzese Andy Murray, numero 3 del  mondo, che lotta alla pari per 3 set prima di sbriciolarsi e cedere 6-7 (2-7), 7-6 (7-3), 6-3, 6-2. Il pubblico che gremisce gli spalti della Rod Laver Arena assiste ad un autentico braccio di ferro per quasi 3 ore, fino a quando Murray ha la benzina per rispondere colpo su colpo. In tribuna, chi si aspettava un match più vicino al pugilato che al tennis non rimane deluso. In campo, chi ha a disposizione il servizio picchia forte. Nella prima frazione, Djokovic tiene senza problemi la propria battuta e ha a disposizione ben 5 opportunita' per effettuare il  break: spreca pero' 4 chance sul 3-3 e non concretizza nemmeno la quinta sul 4-4.

Murray, dopo aver rischiato grosso, riesce ad approdare al tie-break e sfrutta l'unico vero passaggio a vuoto del defending champion, che incappa in una sequenza di errori. Lo scozzese vola subito 4-0 e chiude 7-2 aggiudicandosi il primo set in 68'. Djokovic, nonostante il 63% di prime, si ritrova ad inseguire. Il numero 1 del mondo, che appare meno brillante del dirimpettaio, ritrova energia e precisione per evitare il break all'inizio del secondo set, probabilmente nel momento chiave dell'intera serata: risale da 0-40 e mantiene immacolato il proprio curriculum al servizio. Il copione somiglia molto a quello del primo set:  equilibrio e epilogo ancora al tie-break. Un doppio fallo di Murray è l'assist che lancia Djokovic verso il 7-3: un set pari dopo 2h13'.

Il  servizio torna a dettare legge nella terza partita: le prime palle  continuano a piovere, di break non c'è nemmeno l'ombra fino a quando il numero 1 del mondo non offre il meglio del proprio repertorio. Il serbo con 3 prodezze si costruisce altrettante chance per scappare 5-3: le prime 2 occasioni evaporano, l'ultima è quella buona. Per il 6-3 bisogna aspettare pochi secondi: game a zero, 'Nole' avanti 2-1 dopo 2h54'. La svolta del quarto set arriva nel terzo gioco: Murray non sfrutta la palla break che potrebbe valere il 2-1 e subito dopo paga dazio. Il serbatoio del britannico è in riserva, Djokovic mette la freccia e allunga sul 3-1 di fatto ipotecando la vittoria.

Murray si suicida con un doppio fallo letale e regala il 4-1 al rivale. Lo scozzese ha l'ultimo sussulto nell'ottavo game: sale 0-30  prima che il nastro salvi lo sgangherato smash dell'avversario. Il numero 1 del mondo tira un sospiro di sollievo e può esultare quando l'ultimo rovescio di Murray affonda in rete.

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