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27 gennaio 2013

Wta, una proposta da "urlo". Stop a gemiti e lamenti

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Maria Sharapova è una delle tenniste che più lancia urletti e gemiti durante la partita (Foto Getty)

I vertici dell'associazione che raggruppa le tenniste professioniste vorrebbero correre ai ripari contro il grunting. Regole più severe ma anche un "lamentometro" per stabilire un limite sonoro per le "urlatrici"

Per il tennis femminile sta arrivando il momento del "lamentometro". Gemiti, grugniti e urletti delle giocatrici stanno raggiungendo livelli eccessivamente elevati e la Wta, il circuito femminile, si prepara a correre ai ripari. L'ipotesi di mettere il silenziatore alle atlete più rumorose non é affatto remota.

Il "grunting", come viene identificata la fastidiosa abitudine, é il marchio di alcune top player: la bielorussa Victoria Azarenka, numero 1 del mondo e fresca trionfatrice all'Australian Open, è una delle più illustri rappresentanti della categoria delle tenniste urlatrici con la russa Maria Sharapova. Per arginare il fenomeno, si comincerà con un'applicazione più severa del regolamento. "Penso che ci sarà un adattamento della "hindrance rule"', dice Stacey Allaster, chief executive della Wta, al quotidiano Usa Today. La norma prevede attualmente la ripetizione del punto se si ostacola involontariamente il gioco dell'avversario. Se il disturbo é deliberato, si perde il punto.

In attesa di eventuali modifiche regolamentari, appare difficile tracciare il confine tra gemiti istintivi e programmati. Per fare chiarezza, magari, sarebbe utile fissare un limite sonoro: oltre una determinata soglia di decibel, non si può andare. Serve ovviamente il contributo della tecnologia, ma l'installazione di un 'grunt-o-meter' sui campi non è imminente. Resta da vedere quanto possiamo spingerci avanti con gli strumenti", dice la Allaster.

Lo scorsa estate, a Wimbledon, si pensava ad un progetto destinato a dare i primi risultati nell'arco di 3 anni. Regole e macchinari, pero', non sono gli unici ingredienti di una ricetta che per ora esiste soprattutto sulla carta. Il terzo pilastro è costituito dall'educazione delle nuove generazioni. I dirigenti della Wta nei prossimi mesi visiteranno 15 accademie e si confronteranno con circa 600 giovani atlete. Le abitudini negative, in sostanza, vanno eliminate prima che sia troppo tardi: "Se oggi lo fanno -dice la Allaster- dovranno evitare di farlo in futuro perché arriverà una regola" ad hoc.

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