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15 marzo 2013

Djokovic stende Tsonga. Anche Nadal è tornato: Federer ko

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A Indian Wells il numero 1 del mondo supera facilmente il francese. Bene anche il maiorchino si impone 6-4, 6-2, conquistando così la sua ottava semifinale consecutiva sul cemento californiano: se la vedrà con Berdych

Tutto facile per Nole Djokovic: il numero 1 del mondo supera agevolmente un deludente Tsonga (6-3 6-1) e si guadagna la semifinale di Indian Wells, dove troverà il vincente del quarto di finale tra Murray e Del Potro.

Nell'altro quarto, Rafa Nadal ha dimostrato di essere tornato e con una prova superba ha battuto per la 19esima volta in 29 sfide Roger Federer.
Nadal, testa di serie numero 5, si è imposto per 6-4, 6-2 dopo un'ora e 24 minuti conquistando così la sua ottava semifinale consecutiva sul cemento del deserto californiano. Il mancino maiorchino, che non giocava un torneo sul cemento da quasi un anno (Miami 2012), in semifinale troverà Thomas Berdych, testa di serie numero 6, che nell'altro quarto ha sconfitto con un doppio 6-4 il sudafricano Kevin Anderson. Lo spagnolo è in vantaggio 12-2 nei precedenti e si è imposto nelle ultime 11 sfide contro il ceco, la cui ultima vittoria risale al 2006 a Madrid sul cemento.

Per Nadal è stato un successo facile oltre ogni previsione, anche se va detto che Federer, favorito numero due, è stato condizionato da un problema alla schiena che si era manifestato già contro Dodig nel secondo dei quattro match giocati in California. I due non si affrontavano da un anno: la semifinale sempre di Indian Wells vinta da Federer. Il ginocchio che ha costretto Nadal a uno stop di sette mesi non ha creato alcun problema al maiorchino, sempre aggressivo, soprattutto alla risposta. Nadal ha messo pressione a Federer quando lo svizzero era al servizio: un break al settimo gioco e due di fila a inizio del secondo set hanno deciso il match.

"Non so se Roger era al cento per cento - ha poi detto - sono felice di essere in semifinale a Indian Wells dopo tanti mesi di assenza, per me questa è una vittoria molto importante". Lo spagnolo, però, mostra grande rispetto. "La vittoria non cambia nulla, lui ha vinto più tornei dello Slam di me mentre nei Masters 1000 siamo vicini (in realtà hanno lo stesso numero di successi, ndr). Ma se pensassi di essere migliore perché l'ho battuto, sarei molto stupido e arrogante e non è questo il caso".

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