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06 settembre 2013

Pennetta Day agli Us Open: caccia alla Viktoria

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La campionessa brindisina se la giocherà, con il sorriso, contro la Azarenka. La bielorussa ha muscoli e palla pesante, Flavia ha classe e talento. Una semifinale per la Storia, ma già alla sua prima volta in uno Slam ci è arrivata dominando tutte

Nel circuito mondiale si è imposta con stile, eleganza e femminilità. Ha scelto questo percorso Flavia, senza rinunciare per questo ad essere vincente. La storia l'ha già scritta. Quando per la prima volta è entrata nelle top Ten 4 anni fa. Non era mai successo a un'italiana. L'esempio che ha aperto una miniera d'oro, con tante gemme poi a brillare, dalla Schiavone fino alla Errani e alla Vinci.

Non è un robot Flavia. Non ha i muscoli di Serena Williams. Ha i pregi e difetti degli umani. Ma è una che non molla mai. Compreso quando il polso destro ha fatto crack un anno fa e magari un'altra si sarebbe ritirata. E' ripartita dal basso, dopo l'operazione. A Wimbledon era numero 160, alla vigilia di New York è entrata in tabellone solo per una defezione dell'ultimora.

Un segno del destino perchè alla sua prima semifinale in uno Slam ci è arrivata dominando tutte, senza perdere un set e battendo 4 teste di serie tra le quali sia la Errani che la Vinci. Ha rimesso la freccia su tutte e ora se la giocherà, con il sorriso, contro la Azarenka. La bielorussa ha muscoli e palla pesante, Flavia ha classe e talento. Nella storia ci è già entrata, ma c'è ancora spazio per i pensieri onirici. E la finale di uno Slam a 31 anni sarebbe il coronamento di una grande carriera.

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