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20 settembre 2013

E la donna batté l'uomo: 40 anni fa la "Battaglia dei sessi"

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Billie Jean King, la prima donna a sconfiggere un uomo nel tennis (Foto Getty)

AMARCORD . Il 20 settembre 1973 Billie Jean King sconfisse Robby Riggs nella Battle of the sexes , partita che segnò un'epoca e divenne uno spot femminista. Ma fu, anche e soprattutto, un evento mediatico in bilico fra il kitsch e l'hollywoodiano

di Lorenzo Longhi

6-4 6-3 6-3: è questo punteggio, ancor più del lungo primato nel ranking del tennis Usa e dei 39 Slam vinti fra singolare, doppio e doppio misto, ad avere lanciato nell'immaginario collettivo il nome di Billie Jean King. Che quei tre set siano stati poco più che un'esibizione, è un dettaglio: 20 settembre 1973, Billie Jean batte Bobby Riggs nella Battle of the sexes, la "Battaglia dei sessi". Mai, prima di allora, una donna aveva sconfitto un uomo su un campo da gioco.

Accadde allora, in un evento che ebbe una vasta eco, sebbene sotto l'aspetto tennistico non sia stato nulla di trascendentale. A lanciare la sfida fu Bobby Riggs, 55enne ex trionfatore di Wimbledon nel 1939, sportivo ormai in pensione ma con uno spiccato senso degli affari. E così, nell'America delle Redstockings e delle lotte di liberazione femminista, Riggs intuì che era il momento di osare. "Una donna non potrà mai battere un uomo, perché l'uomo è re", disse, costruendosi la fama di maschio sciovinista e lanciando la sfida sul campo. Ll'idea piacque, accorsero gli sponsor e così, a giugno, ecco la prima sfida uomo donna: Riggs contro l'australiana Court, un facile 6-2 6-1 che servì a Bobby per chiamare in causa la King, femminista e fresca vincitrice di Wimbledon proprio quell'anno. La quale, dopo alcune resistenze, accettò di vendicare la collega: in palio c'erano 100 mila dollari, del resto.

Si giocò a Houston, in Texas. C'era il tennis, certo; c'era la battaglia di genere, più ostentata che reale. Poi, immanente, ecco lo show: conferenze stampa aggressive, ingressi in campo più kitsch che hollywoodiani (King su un trono dorato, stile Cleopatra; Riggs a bordo di un risciò), regali iniziali reciproci - una caramella gigante, Sugar Daddy, con tutto quello che il termine connota per Billie Jean, un maialino infiocchettato di rosa per Bobby - e una diretta televisiva vista da oltre 40 milioni di americani, senza contare i 30 mila presenti all'Astrodome.

Vinse Billie Jean, la cui fama crebbe in maniera esponenziale, e in fondo quella partita fu un enorme spot per il tennis femminile e per il femminismo in generale, a prescindere dai 25 anni di differenza fra i due avversari. Ma contava lo spettacolo. E il vecchio Riggs, dal canto suo, non ne fece un dramma. Rumors sempre smentiti (e, per questo, probabilmente reali) sostenevano che avesse guadagnato 100 mila dollari scommettendo sulla sua sconfitta. Anche questo è fiuto..

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