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07 novembre 2013

Federer resta in corsa. Djokovic in semifinale

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Roger Federer si carica dopo un punto con Gasquet (Foto Getty)

Deludente la sfida tra l'ex numero 1 del mondo e il francese Gasquet, entrambi troppo fallosi e poco brillanti: alla fine vince lo svizzero 6-4, 6-3 e si giocherà la qualificazione con "DelPo". Il serbo batte 6-3, 3-6, 6-3 proprio l'argentino

Roger Federer batte Richard Gasquet nella seconda partita di round robin del Masters di Londra con un 6-4, 6-3 in un'ora e e 25 minuti di gioco. Lo svizzero resta in corsa per qualificarsi alle semifinali del torneo mentre il francese, alla seconda sconfitta, dice addio alle Atp Finals.

Federer non brilla - E' stato un Federer tutt'altro che perfetto, ma sufficiente per battere la versione sbiadita - e forse nemmeno in buone condizioni di salute - di Richard Gasquet, in una partita dal livello decisamente più basso rispetto alle aspettative. Nel primo set lo svizzero era partito malissimo, cedendo i primi 6 punti al francese. Ma il primo a cedere un break è stato Gasquet, che non è più riuscito a recuperarlo. Nel secondo set il livello di gioco di Federer, discreto nella prima mezz'ora, è calato. Eppure Gasquet, apparso sofferente, ha  non ha sfruttato tutte le palle del contro-break concesse dallo svizzero. L'ex numero uno del mondo sul 5-3 ha buttato 5 match point, prima di riuscire a chiudere il match sul dritto in rete di Gasquet. E la vittoria di Re Roger, autore di 30 errori non forzati, è accolta dal suo angolo con sollievo, ma senza particolari esultanze.

Nole in semifinale - Novak Djokovic è diventato, dopo Rafael Nadal, il secondo qualificato per le semifinali Masters di tennis, battendo l'argentino Juan Martin Del Potro per 6-3, 3-6, 6-3. Il serbo, n. 2 del mondo, è ormai certo di classificarsi al primo posto nel proprio girone (B), con 4 punti, e giocherà l'ultima partita sabato contro Richard Gasquet.

Doping, Federer non sta con Djokovic -
Il tema dei controlli anti-doping è tornato di attualità in questi giorni, da quando Djokovic si è schierato con l'amico Viktor Troicki, squalificato per non essersi sottoposto a un controllo antidoping che prevedeva un prelievo sanguigno. Troicki disse di non sentirsi bene e subì una squalifica di un anno, ridotta ora dal Tas a 6 mesi perchè "gli ufficiali avrebbero dovuto informare il giocatore dei rischi a cui andava incontro rifiutando il controllo". Djokovic, amico e connazionale di Troicki, ha detto di non fidarsi più dell'antidoping tennistico. Federer sembra vederla nel modo opposto: "Mi fido di loro e ho la sensazione che non siamo sufficientemente controllati. A Basilea non mi hanno fatto test e nemmeno a Parigi. Qui - alle Finals di Londra - mi hanno fatto un solo test dopo la prima partita. Nel 2003 e nel 2004 credo di avere fatto 25 test, da allora sono sicuramente diminuiti. In generale mi fido del sistema, penso che siano molto professionali".

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