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25 agosto 2014

Us Open, si parte: Federer sogna la finale, Nole lo aspetta

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Federer arriva a Flushing Meadows dopo aver vinto a Cincinnati (Foto Getty)

Comincia l'ultimo grande torneo della stagione: senza Nadal, infortunato, Djokovic punta al titolo perso lo scorso anno. Ma Roger è in formissima: è lui l'avversario numero uno. Serena Williams cerca il sesto trionfo a casa. Per gli italiani è dura

Negli ultimi due anni, mai come oggi Roger Federer è sembrato in grado di tornare a vincere uno Slam. Quest’anno è stato lui il migliore sul cemento americano, con una finale a Toronto e il titolo conquistato a Cincinnati. Gli ultimi mesi dell’ex numero uno del mondo, tornato al terzo posto dopo un 2013 da incubo, gli hanno detto bene: dopo la leggendaria finale persa a Wimbledon contro Djokovic lo scorso luglio, “The King” si presenta a Flushing Meadows con i favori del tabellone: sulla strada della finale può trovare Berdych, Dimitrov e Ferrer, tutti ampiamente alla sua portata.

Rafa a casa, Nole a caccia del riscatto. Ma per riprendersi uno dei quattro tornei dello Slam (non vince da Wimbledon 2012) e toccare quota 18, Roger dovrà lottare con l’età non più verdissima, la lunghezza dei match (3 set su 5), il vento e ovviamente Novak Djokovic. Senza Nadal, assente per un problema al polso che si trascina da mesi, il serbo (finalista nelle ultime quattro edizioni, vincitore nel 2011) non può farsi sfuggire il titolo perso a settembre scorso contro lo spagnolo, a cui a luglio ha soffiato lo scettro di re del circuito. Ma dopo l’estate e il matrimonio, Nole si è presentato in Nordamerica lontano dal top della forma, perdendo due volte al terzo turno. A New York ritroverà le motivazioni. Qualche problema in più del solito, però, non è da escludere.

Sorprese? Difficile aspettarsi un altro exploit di Wawrinka, campione agli Australian Open ma calato nel corso dell’anno, e di Murray, ancora in cerca di se stesso dopo la ripresa dall’infortunio e il cambio di allenatore. Occhio però a Milos Raonic e Grigor Dimitrov, ormai stabilmente nei primi 10 del mondo: il canadese e il bulgaro, gli unici nati dopo il ’90, cercano il primo Slam in carriera e hanno le carte per puntare almeno alla semifinale.

Serenona is back (again). Tra le donne Serena Williams pare lanciata verso il 6° titolo sul cemento di casa. I guai di Wimbledon sono un brutto ricordo: oggi la numero 1 del mondo è tornata a regnare, e solo due settimane di grazia di Simona Halep, Maria Sharapova o Petra Kvitova possono crearle qualche problema. Occhi puntati però su Eugenie Bouchard, stellina canadese sempre più luminosa e affamata di titoli.

Italiani, strada in salita. Per i nostri colori si prevedono due settimane complicate: Flavia Pennetta, che l’anno scorso si fermò solo in semifinale, avrebbe bisogno di tornare quella di qualche mese fa per ripetere l’impresa, ad oggi improbabile anche per il cammino di ferro: sul suo percorso ci sono Ivanovic e Williams. Fabio Fognini ha dato segni di risveglio dal suo periodo blu solo a Cincinnati, prima di uscire male con Raonic. Potrebbe far bene Camila Giorgi, in crescita costante, ma anche il suo tabellone è durissimo. Le “chichis” Errani-Vinci hanno attraversato momenti migliori, e Sara sul cemento non dà il suo meglio. Ma con la grinta può puntare almeno alla seconda settimana.

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