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15 aprile 2016

Montecarlo, fuori Federer. In semifinale Nadal-Murray e derby francese

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Lo svizzero battuto in tre set da Tsonga che sfiderà Monfils. Murray supera Raonic e sabato affronterà Rafa, che aveva la partita più difficile contro il numero 4 del mondo Stan Wawrinka: finisce 6-1, 6-4 per il maiorchino

di Francesco Giambertone

da Montecarlo
 

Cade un'altra divinità sulla terra maledetta di Montecarlo: dopo Novak Djokovic anche Roger Federer saluta il Masters 1000 del Principato, perdendo ai quarti di finale contro Jo-Wilfried Tsonga per 3-6, 6-2, 7-5. Resta tabù per lui il torneo del Principato (4 finali tutte perse), l'unico insieme a Roma dove non ha mai vinto. E anche la speranza di molti di avere una finale "old school" con Federer contro Nadal è crollata sotto le botte da fondocampo del numero 9 del mondo. Tsonga vola così in semifinale come nel 2013: troverà il connazionale Monfils che ha rispettato il pronostico battendo il lucky loser Marcel Granollers 6-2, 6-4. I tifosi di Montecarlo si consolano così dell'eliminazione di Re Roger con la presenza sicura di un francese in finale.
 

Roger tradito dalla rete - La partita tra Federer, che rientrava dopo 4 mesi d'infortunio, e Tsonga si è decisa nell'11° game del terzo set, quando lo svizzero ha attaccato male la rete in più di un'occasione e si è fatto portare via il servizio. E nell'ultimo gioco della partita, sul 30 pari, ha regalato al francese il match point schiacciando in rete una volée per lui non impossibile. Ma dopo la partita è sembrato sereno: "Ho giocato un buon torneo, ho avuto le indicazioni che volevo sul ginocchio, sono al punto che mi aspettavo. Sicuramente per 2 settimane non giocherò. Deciderò se andare a Roma entro 15 giorni. Non dipenderà dalla mia presenza a Madrid".


Il matador doma Stanimal - A Madrid non mancherà di sicuro Rafa Nadal, protagonista della gara clou della giornata con Stan Wawrinka, più avanti di lui in classifica (numero 4 contro 5), avversario pericolosissimo su tutte le superfici, come Rafa ricorda bene: dopo averlo battuto 12 volte di fila, perse la prima partita della carriera contro lo svizzero sul cemento degli Australian Open nel 2014. Sulla terra è stato tutto più semplice delle attese, soprattutto il primo set: il maiorchino lo ha chiuso sul 6-1 senza concedere neanche una palla break, togliendo il servizio per due volte allo svizzero. Nel secondo set Wawrinka ha lottato fino al 4-4, poi ha commesso due errori non forzati e un doppio fallo: break per Nadal che sale 5-4. Servizio per lo spagnolo che brucia due match point, ma la terza occasione per Rafa è quella che vale il 6-1, 6-4 finale. L'ex numero 1 del mondo torna in semifinale al Country Club, che lo ha visto trionfare 8 volte di fila dal 2005 al 2012. Ma sulla sua strada ci sarà un Andy Murray rinato dopo un inizio di torneo pieno di problemi.

La rinascita di Murray - Lo scozzese che aveva rischiato di uscire sia contro Herbert, con cui era sotto di un set, sia contro Paire, che conduceva 6-2, 3-0 prima della rimonta di testa e nervi del numero 2 del mondo, quasi senza sudare si libera dell'osso duro Raonic, mai entrato in partita: due soli game per il fantasma del cannoniere canadese, che non ha mai l'opportunità di strappare il servizio ad Andy, apparso molto più in forma delle ultime settimane. Raonic lascia il campo dopo un'ora e 6 minuti con un umiliante 6-2, 6-0. È sempre lì: a ridosso dei primi, mai davvero con loro.

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