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16 aprile 2016

Nadal rinasce a Montecarlo: batte Murray, in finale trova Monfils

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Dopo due anni il maiorchino torna a giocarsi il titolo: con una grande partita supera Andy, che aveva vinto il primo set. Lo scozzese annulla 4 match point ma non il quinto. In finale anche Monfils: battuto per 6-1, 6-3 il connazionale Tsonga

di Francesco Giambertone

da Montecarlo

Rafa Nadal è in finale al Masters 1000 di Montecarlo: lo spagnolo ha battuto Andy Murray per 2-6, 6-4, 6-2 e domenica affronterà il francese Gael Monfils, che ha superato il connazionale Tsonga con un comodo 6-1, 6-3. Il maiorchino ora è il grande favorito per la vittoria del torneo: sarebbe il primo titolo della sua stagione. Rafa si conferma un avversario insuperabile per lo scozzese su questa superficie (6-1 i precedenti): era la terza volta che i due si incontravano a questo punto del torneo, e anche stavolta è stato Rafa il giustiziere di Andy. Nadal si vendica così della sconfitta in finale a Madrid lo scorso anno, quando Murray lo aveva battuto conquistando il suo unico Masters 1000 sul rosso.

 

Murray parte forte, Nadal risorge - Il cocktail energetico che risveglia Nadal è un mix ben agitato di ottimi ingredienti: la consueta base di agonismo, un terzo di orgoglio, un terzo di classe e un pizzico di voglia di vendetta. Contro il miglior sprazzo di stagione di Murray, che nel primo set della semifinale di Montecarlo riponde sempre bene e comanda il gioco con autorità, un tennista privo degli huevos di Rafa avrebbe lasciato perdere. Ma dopo il 6-2 per Andy, che mai aveva battuto Rafa sul rosso, nel matador in crisi è scattato qualcosa. “Ho cominciato a giocare più lungo” è la spiegazione tecnica di una rimonta che dentro ha tanto altro: il desiderio di tornare a giocare una finale di un Masters 1000 dopo quasi due anni dall'ultima (vinse a Madrid nel 2014), di raggiungere quota 100 finali Atp in carriera, di affrontare la sfida decisiva per la decima volta su questo campo, sognando di diventare principe per la nona e riassaporare il gusto del trionfo di un torneo così importante. Una gioia scoperta qui nel 2005 per la prima volta in carriera, davanti al pubblico che lo ha visto nascere e diventare Nadal. Spinto dai loro "Rafa, Rafa" il numero 5 del mondo è tornato. Più maturo, più completo: fenomeno non solo in difesa, dove ora concede qualcosa, ma anche a rete, dove è sceso 28 volte (contro le 10 di Murray) e per 18 volte ha chiuso il punto.


Gael sorprende ancora - Dopo aver evitato Djokovic e Federer, difficilmente lo spaventerà Gael Monfils, finalista molto più a sorpresa di Rafa anche grazie ad un tabellone reso semplice dalla caduta di Nole: per arrivare in semifinale è passato su gente come Muller, Lorenzi, Vesely e Granollers, tutto fuorché fenomeni. Era dal 2005 che un giocatore fuori dalla top ten del tabellone (era 13esimo) non arrivava in finale a Montecarlo. L'ultimo fu un 19enne mancino di Maiorca che avrebbe vinto quel torneo 8 volte di fila. Starà a Gael impedirgli di farlo ancora domenica. Sarebbe un'impresa titanica anche per l'ottimo Monfils visto contro Tsonga, liquidato in un'oretta con un 6-1, 6-3 frutto di un'infinità di errori non forzati del “Mohamed Ali di Francia”. I precedenti Nadal-Monfils dicono 11-2 per lo spagnolo e 4-0 sulla terra, dove Gael non gli ha mai vinto neanche un set. Ma è stato il torneo degli underdog: occhio a dare già per spacciato proprio il migliore tra loro.


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