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12 settembre 2016

Us Open, Wawrinka re di New York: battuto Djokovic

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Lo svizzero ha vinto il terzo titolo Major battendo il serbo in finale 6-7, 6-4, 7-5, 6-3: "Non avevo grandi aspettative, ma poco a poco sono cresciuto e ho vissuto forti emozioni: il mio obiettivo è essere il miglior giocatore possibile"

Stanislas Wawrinka è il nuovo re di New York. Dopo l'Australian Open del 2014 e il Roland Garros del 2015 lo svizzero, numero 3 del ranking mondiale e del tabellone, ha conquistato gli Us Open, quarto e ultimo Slam stagionale, battendo 6-7, 6-4, 7-5, 6-3 Novak Djokovic, numero 1 del mondo e campione uscente, al termine di un incontro spettacolare e intenso, all'altezza di una grande finale. Davanti ai 23mila dell'Arthur Ashe Stadium, Wawrinka ha vinto l'undicesima finale consecutiva e, come a Melbourne con Rafa Nadal e a Parigi con lo stesso Djokovic, anche a Flushing Meadows lo svizzero ha battuto il numero uno in classifica. Per il 31enne di Losanna si tratta del terzo titolo Major conquistato su altrettante finali giocate: eguagliato così Andy Murray come numero di Slam conquistati.

Nole, troppi errori - E' stato un crescendo quello di Wawrinka nel corso del torneo. Deluso invece Djokovic, che fallisce il bis di successi consecutivi a New York e soprattutto manca il terzo centro stagionale nelle prove dello Slam dopo le affermazioni in Australia e al Roland Garros. Condizione fisica tutt'altro che ottimale e troppi errori gratuiti per il serbo: in totale 46. "Quando sono arrivato qui non avevo grandi aspettative, però man mano sono cresciuto e ho vissuto forti emozioni, anche grazie a questo pubblico straordinario - ha detto Wawrinka -. Devo ringraziare il mio team, la mia famiglia e chi mi sta vicino: grazie per il modo in cui mi spronate e mi accettate per come sono, anche nei miei difetti. Mi alleno duro da tanti anni, il mio obiettivo è essere il giocatore migliore possibile".

Questione di testa - Stan Wawrinka è il primo a sapere di non essere sempre stato abbastanza forte mentalmente. Questo è il motivo per cui, quando invece riesce a mettere in campo il coraggio durante un match, ama puntare il dito indice della sua mano destra contro le tempie. E quel gesto è stato fatto ripetutamente dallo svizzero in finale contro Djokovic. "E' stato quello che ha giocato meglio. E' stato tenace mentalmente" ha ammesso il serbo alla fine del match, regalando allo svizzero due dei più bei complimenti che un tennista possa ricevere dal numero 1 mondiale. "Sapeva quello che doveva fare. E io sono stato solo sfortunato in alcuni momenti. Questo è tutto". Il 31enne Wawrinka è il più anziano vincitore degli Open americani dal 1970, e la sua vittoria fa rispolverare dagli archivi tempi lontani e nomi mitici: 36 anni fa vinse l'allora 35enne australiano Ken Rosewall, che con Rod Laver, Tony Roche e John Newcombe formava un quartetto delle meraviglie.

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