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15 novembre 2008

Dal campo alle copertine. Quant'è cambiata la pallavolo

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La nazionale italiana di volley

Straordinarie atlete che si trasformano in sensuali modelle. Da Maurizia Cacciatori a Francesca Piccinini, ecco perchè il volley non è più uno sport di nicchia. Un blogger: "C'è una foto della Gioli che andrebbe esposta in un museo d'arte contemporanea"

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di ALFREDO ALBERICO

Impegno e fatica in campo, sensualità e carica erotica fuori. Campionesse che all'occorrenza si trasformano in esplosive modelle. Nulla di nuovo - potrebbe obiettare un attento osservatore - oramai accade in ogni meandro dello sport. Uomini o donne non fa differenza. Ma se è vero che all'arte del bello non ci si abitua mai, allora c’è ancora tempo e modo per restare imbambolati davanti alle immagini di atlete, le pallavoliste ad esempio, che oltre allo spettacolo offerto sul rettangolo di giuoco riescono a scatenare le fantasie dei tifosi con scatti mozzafiato.

E così, per chi non riuscisse ad accontentarsi delle già succinte divise da lavoro indossate dalle eroine del volley, basterà tuffarsi nel cyberspazio o sfogliare calendari e riviste per entrare in una realtà dove il momento agonistico viene annientato dal desiderio dei sensi. Esagerato? Non proprio.

Maurizia Cacciatori, ex azzurra oggi nella squadra di commentatori SKY, è una specie di pioniera in questo senso. Per molto tempo, infatti, è stata una delle sportive più cliccate sul web. La popolarità non è certo venuta meno dopo l’addio all’attività agonistica, ma accanto alla sua icona si è piazzata quella di Francesca Piccinini, schiacciatrice della Foppapedretti Bergamo. Un sondaggio lanciato in estate da tiscali.it l'ha eletta giocatrice più sexy dei Giochi 2008.

Non è certo da meno Simona Gioli, che da Pechino è invece tornata con il titolo di migliore giocatrice. Mamma fast, così è stata soprannominata per il rapido rientro in campo dopo la maternità, non è passata inosservata sulla rivista Sportweek di novembre 2007. Era un anno fa, ma certe cose non si dimenticano facilmente. Non lo ha dimenticato soprattutto il blogger che confessa di essersi avvicinato alla pallavolo dopo aver memorizzato immagini e didascalie di quel servizio: "C'è una foto della sua schiena – racconta - che andrebbe esposta al museo di arte contemporanea".

Scatti che fanno inebriare e scatti che fanno infuriare. Come quelli della nazionale tedesca, messa a nudo dal settimanale Stern durante i Mondiali 2002. Angelina Grun e le sue compagne si aggiudicarono ben otto pagine del magazine. Molte furono le proteste. Il ct della Russia, Nikolay Karpol, dichiarò con forza la sua contrarietà a questo tipo d'iniziativa. Come se non bastasse, le delegazioni di Kenya, Egitto e Repubblica Dominicana chiesero addirittura alla Federazione internazionale di intervenire. Una delle pallavoliste comparse su Stern, la maestosa (196 centimetri) Kathy Radzuweit, aveva pure guadagnato un servizio su Max e il titolo platonico di Miss Mondiale. Quando si dice arte incompresa.

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