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23 settembre 2008

Cseh: io, l'unico umano nella scia dell'ET Michael Phelps

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Laszlo in vasca a Pechino con l'eterno rivale, Phelps

INTERVISTA sentimentale al campionissimo ungherese, intercettato a Milano nei giardini dell'Harbour Club. Salito tre volte sul secondo gradino del podio olimpico, ora sogna un futuro da businessman

di LUIGI VACCARIELLO

Alto, mingherlino, poco formoso, pizzettino appena accennato, viso da bravo ragazzo, pressoché sconosciuto al grande pubblico, ma con un talento da vendere. A prima vista tutto sembra, tranne che l’umano che è stato in grado, insieme al serbo Cavic, di mettere in difficoltà alle Olimpiadi, tanto nei 200 quanto nei 400 misti, l’extraterrestre Michael Phelps. Di chi parliamo? Ma dell’ungherese Laszlo Cseh.

Eccolo qua il pluricampione europeo della specialità, salito per tre volte (200 farfalla, 200 e 400 misti, ndr) sul secondo gradino del podio del Water Cube di Pechino alle spalle del Kid di Baltimora, mentre girovaga per i giardini che circondano la piscina dell’Harbour Club di Milano tra l’indifferenza generale. Eppure, prima dell’ascesa del campionissimo statunitense, era lui il signore dei misti, come dimostrano l’oro nei 400 e l’argento nei 200 ai mondiali di Montreal del 2005. Ha i capelli un po’ più lunghi del solito, lui che nuota senza cuffia, e un sorriso da agnellino stampato sulle labbra. Il suo inglese non è il massimo, ma la disponibilità a fare quattro chiacchiere è immediata: 23 anni, nato a Budapest, Laszlo è un ragazzo colto, che da grande sogna di fare il “businessman” e passa le sue vacanze tra studi e ed esibizioni. Si siede e  racconta “che pensa di poter battere Phelps ogni volta che scende in acqua, ma che poi in gara è tutto diverso..”.

Allora Lazslo, tu che ci ha nuotato vicino ci racconti qual è il segreto delle vittorie di Michael Phelps?
“(Sorride, ndr) Michael è un grande campione. La cosa che gli invidio e che secondo me lo rende speciale è che riesce a fare più gare in uno stesso giorno per una settimana. E’ una cosa impressionante. Sembra non patire la stanchezza. E’ bravissimo in tre stili (dorso, delfino e stile libero), ma non si adagia: sta migliorando anche a rana”.

Hai mai pensato di poterlo battere?
“Quando entro in vasca il mio obiettivo è uno solo: vincere. Ho sempre pensato di poter vincere anche contro di lui, ma poi in gara è tutto diverso. Però, ripeto, quando entro in vasca penso sempre di poter toccare per primo il bordo”.

Alle Olimpiadi sei andato vicino a rovinargli la festa: cosa ti è mancato per completare l’impresa?
“Sì ci sono andato vicino. Il fatto è che quando pensavo di andarlo a prendere, Michael si inventava qualcosa. E’ impressionante anche in questo. Però chissà, magari un giorno ci riuscirò”.

Torniamo indietro. Quando hai imparato a nuotare?
“A quattro anni. Mio padre che adorava la piscina, mi ha portato con lui. Ho provato anche altri sport. Calcio, volley, tennis, ma nulla da fare. Con il nuoto è stato amore a prima vista”.

Quando hai capito di poter diventare un nuotatore professionista?
“Forse quando ho fatto la mia prima gara all’estero. Eravamo in Austria una decina di anni fa. E’ stato eccitante confrontarsi con ragazzi che venivano da altre nazioni. Anche se devo ammettere che la mia gara più bella, perché è stata la mia prima grande gara, l’ho disputata proprio in Italia a Trento”.

Ovviamente hai vinto
“No. Sono arrivato secondo alle spalle di un italiano del quale non ricordo il nome”.

Allora ci terrai tanto a far bene ai Mondiali di Roma del prossimo anno?
“Sì moltissimo, mi piace il vostro paese. Ovviamente la mia preparazione sarà focalizzata su questo appuntamento. A Melbourne ho vinto solo un bronzo, ci tengo a rifarmi dopo i 3 argenti olimpici. Però per il momento non ci voglio pensare. Tornerò ad allenarmi a gennaio. Ho bisogno di pensare un po’ alla mia vita”.

Quindi vai in vacanza?
“Purtroppo no. Tra meeting, esibizioni e università non ho il tempo di fare vacanze. E poi c’è l’università. Studio informatica, sono un po’ indietro con gli esami. Quest’anno ne ho dati solo due. Ho davvero pochissimo tempo per studiare. Però mi sono dato un ultimatum: mi voglio laureare prima delle Olimpiadi di Londra (2012, ndr)”.

Come vedi la tua vita dopo il nuoto?
“Non lo so. Per il momento mi concentro sugli studi e sul nuoto. Anche se un mezzo sogno ce l’ho: mi piacerebbe diventare un businessman”.

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