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09 ottobre 2008

Niente più pali, ma fasci di luce in pista

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Lo sci cambierà: niente più impatto coi pali a forte velocità

Lo sci cambia radicalmente: niente più inforcate e brutti incidenti come quelli capitati a Lanzigher o alla Karbon: i vecchi paletti saranno sostituiti da ostacoli "virtuali". GUARDA IL VIDEO

Fino a oggi poteva sembrare solo magia: via i pali, avanti la luce. Progetto ideato dallo Iuav (Istituto universitario di architettura, di Venezia). Un fascio di luce studiato perché non si riveda mai più un infortunio come quello capitato a Mathias Lanzigher. Che, lo scorso marzo in Norvegia, atterra da un salto, sbatte contro la porta, cade e perde conoscenza. Nonostante l'impatto violento si sgancia uno solo dei due sci e la gamba - quella vincolata dall'attacco - si torce più volte. Soccorso è operato d'urgenza ma non c'è modo di ripristinare la circolazione sanguigna. L'unica soluzione per salvargli la vita è amputargli l'arto.

Uno shock per lui e per tutti gli atleti. E via alle polemiche sulla sicurezza, ma in questo caso - come in altri - il problema non è il palo perché lo snodo permette la flessione e anche se spesso - a causa dell'impatto - ci vanno di mezzo legamenti, o come è successo alla Karbon, le caviglie, più frequentemente si incappa solo in cadute spettacolari. Il problema è il telo che è presente in tutte le specialità ad eccezione dello slalom speciale.

Stephan Tissot è stato fermo una stagione intera per riprendersi da una caduta e anche qui è il telo della porta che ha provocato la torsione della gamba. Il fascio di luce sembra davvero la soluzione per eliminare il problema: nessun l'impatto, né perdita dell'equilibrio. Se sbagli la linea sei fuori e basta, nessuna caduta rovinosa. Ciò che cambia però è la tecnica perché l'impatto dà il ritmo fornendo i giusti tempi di curva. Trovarsi a sciare come se si fosse in campo libero è più difficile, ma è questione di allenamento. Sarà sicuramente una nuova sfida, l'ennesima dopo i pali di legno di Thoeni, la plastica rigida di Tomba, quella flessibile di Rocca e il fascio di luce dei campioni che verranno.

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