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15 ottobre 2008

Ecco come si allena la mente per vincere

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Il pianto liberatorio di Schwazer dopo l'oro olimpico nella 50 km a Pechino

Gestire i momenti di crisi, aiutare a scegliere le strategie e in generale creare lo stato di benessere mentale necessario per vincere. Sono questi i compiti di una psicologa sportiva. I casi di Schwazer e della Rigaudo un esempio per tutti

Facilitare i rapporti con stampa, allenatore e dirigenti, gestire i momenti di crisi, aiutare a scegliere le strategie e in generale creare lo stato di benessere mentale necessario per vincere. Sono questi i compiti di una psicologa sportiva come Marisa Muzio, che ha assistito i campioni Alex Schwazer ed Elisa Rigaudo, oro e bronzo nella marcia alle ultime Olimpiadi di Pechino.

"La preparazione mentale ottimizza le risorse emotive, quindi ho insegnato loro tecniche di concentrazione e rilassamento, con tante sedute in sede e via webcam quando erano lontani -, racconta Muzio che in genere aiuta i propri atleti, ma anche manager d'azienda -, a "raggiungere un'idea di benessere: lavoriamo per fare entrare la persona in uno stato positivo che consente buone prestazioni".

Il problema con i marciatori è che gareggiano da soli e per lunghe ore in cui la mente vaga. Quindi, spiega la psicologa, "è importante il linguaggio interiore e anche la capacità di leggere l'imprevisto". Mentre con la Rigaudo la gestione degli ultimi giorni prima della gara è stata lineare, con Schwarz è stata più complessa. "Elisa era in stato di 'flow', tutto le veniva bene - racconta - Alex invece aveva continui alti e bassi. Ma alla fine e' andata bene per entrambi e la cosa piu' significativa me l'ha detta lui alla vigilia della gara: 'Vinco perche' sono felice"'. E così è stato.

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