25 ottobre 2008

Furia Fragomeni ce la fa. E' il campione del mondo

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Giacobbe Fragomeni durante l'incontro al PalaLido di Milano contro il ceco Rudolf Kraj

Il pugile milanese vince la corona dei massimi leggeri Wbc battendo ai punti al Palalido di Milano il ceco Kraj. Un match magnifico, interrotto all'ottava ripresa per una ferita procurata a Giacobbe da una testata dell'avversario

Primo match iridato e Giacobbe Fragomeni conquista il titolo mondiale Wbc dei pesi massimi leggeri, lasciato vacante dall'inglese David Haye. Il trentanovenne pugile milanese, al PalaLido di Milano, ha battuto il trentunenne ceco Rudolf Kraj ai punti (verdetto unanime). L'incontro era stato sospeso all'ottava ripresa: Fragomeni aveva subito un colpo irregolare (una testa al settimo round) che gli aveva causato una ferita all'arcata sopraccigliare.

L'incontro è quindi ripreso e Fragomeni è riuscito così a battere Kraj, netta la superiorità del pugila italiano, che si era presentato all'incontro da imbattuto nei 14 incontri sostenuti da professionista. Fragomeni ha ora un bilancio di 26 successi (10 prima del limite) e una sconfitta (nel novembre 2006 contro Haye per l'europeo di categoria). "Voglio ringraziare tutta Milano- dirà poi Fragomeni- Devo ancora realizzare che sono campione, ancora non ci credo".

Con Fragomeni un italiano torna a indossare una cintura iridata due anni dopo Silvio Branco che, sempre a Milano ma al Vigorelli, conquistò quella dei mediomassimi Wba. Ma anche il pubblico di Milano torna a infiammarsi per il pugilato, in una serata che ha visto oltre 3.500 persone al Palalido, con una platea di vip, da Giorgio Armani a Marvin 'Marvellous' Hagler (idolo dello stesso pugile italiano), da Bobo Vieri ai protagonisti della boxe italiana.

Ms soprattutto Fragomeni ha sentito la bolgia scatenata dalle centinaia di tifosi dello Stadera, il quartiere della periferia sud milanese dove ha vissuto un'adolescenza drammatica e che stava prendendo una brutta piega, prima di avvicinarsi casualmente al pugilato quando aveva 21 anni. Sul ring è riuscito a mandare al tappeto la droga. E, poiché anche i suoi avversari uno dopo l'altro facevano la stessa fine, la boxe è diventata il suo mestiere. Solo sull'orlo dei quarant'anni, però, Giacobbe è arrivato a combattere per un titolo mondiale. E non ha perso la sua chance, riuscendo e emulare Rocky Graziano, che nel 1947 salì sul tetto del mondo nella sua Brooklyn.

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