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26 ottobre 2008

Luzzi, lunedì i funerali. Starace: un maleducato al telefono

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Potito Starace e Federico Liuzzi insieme, dal sito ufficiale di Federico

Ad Arezzo l'ultimo saluto al ragazzo morto a soli 28 anni per leucemia fulminante. Un grande amico di Potito, tanto che sul sito sono fotografati assieme: solo che, chiamato per ricordare l'amico, il tennista campano prima insulta e poi riattacca

di PAOLO PAGANI

Verranno celebrati domani alle 15 nel Duomo di Arezzo i funerali di Federico Luzzi. La città natale del tennista morto ieri a soli 28 anni per una leucemia fulminante. Uno choc per il mondo del tennis, per tutto lo sport, per i colleghi e gli amici. Ma anche e naturalmente per chi, davanti a un dramma indicibile, si raccoglie semplicemente in silenzio.

Consentiamoci una considerazione: per rivolgere complimenti sinceri a Potito Starace. Un campione di educazione. Vi spiego perché. Sul sito di Federico Luzzi compare una fotografia in cui lui, il povero Federico, sorride assieme a Potito. Grandi amici, sembra proprio. Amici e sodali, si vede al volo. Come succede tra compagni di classe, tra ragazzi che condividono una passione comune, l'esperienza bella di una gioventù piena di salute e sorridente, con grandi promesse di felicità davanti.

Vista la foto dei due tennisti sul sito di Federico, la stessa foto che pubblichiamo in questo articolo, SKY.it pensa di chiamare Potito. Solo per chiedergli un ricordo personale. Hanno condiviso pensieri, trasferte, confessioni, probabilmente. E se un amico giovane e bello muore, tu puoi scegliere tra due alternative, davanti all'invadenza di un cronista che fa il suo mestiere e chiama un personaggio pubblico: lo ricordi, appunto, con tutta la tenerezza che un brutto momento triste inevitabilmente ispira. O, ci mancherebbe, puoi domandare che il cronista indiscreto ti lasci tranquillo. La fretta e l'indiscrezione del giornalismo, spesso e purtroppo, si spingono fino ad inoltrarsi in territori che il pudore dovrebbe suggerire, piuttosto, di non invadere. Vero. Tu telefoni, il tuo interlocutore è sotto choc. Cosa vuoi mai che ti dica? Perché lo disturbi? Non sono, forse, certi dolori persino più grandi della vita, e dunque intraducibili in parole, in cordoglio? Verissimo. Solo che i lanci d'agenzia di ieri sono pieni di voci che ricordano, commosse, Luzzi. Tutta gente del mondo dello sport, interpellata da qualche cronista. Come fa il grande Paolo Bertolucci, per esempio. Solo che, per tornare a bomba su Starace, qualche quotidiano riporta mozziconi di frase, commossi, dello stesso Potito.

Ohibò, con noi invece... No, il campione (si fa per dire, ovvio) di educazione, con SKY.it, fa un'altra cosa ancora. Manda (volgarmente) a quel paese chi gli telefona. Non dice: no, scusate, lasciatemi in pace. No: insulta proprio. Poi riattacca, ma avendo prima fatto ascoltare un commento, diciamo, ineducato nei confronti di chi ha turbato la sua quiete. Beninteso: ciascuno è libero di comportarsi come preferisce. E quel che conta, ieri oggi e domani, è soltanto che un ragazzo giovane e bello, purtroppo, non c'è più. Ma se Starace si sforzasse d'essere campione nella vita, come lo è nel suo sport, forse farebbe figure più degne. E visto che, sui campi, non è che sia poi sempre così irresistibilmente primo (anzi), ci guadagnerebbe. Avremmo almeno l'impressione che, al telefono, risponde un uomo, un personaggio pubblico e famoso, educato. Così non è stato. Che peccato.

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