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30 ottobre 2008

Pistorius: "Voglio che il mio talento non vada perduto"

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Oscar Pistrorius durante la finale dei 400 metri al Golden Gala 2008

L'atleta sudafricano, campione paralimpico, ha parlato in esclusiva a SKY Sport 24: "Il mio sogno è finire la carriera rimanendo imbattuto sui 200 metri e nei 400 alle Paralimpiadi"

L’atleta sudafricano e campione paralimpico, Oscar Pistorius, in esclusiva a Sky Sport24, in uno speciale a lui dedicato, in onda alle ore 21.30 di oggi, giovedì 30 ottobre 2008.

- Hai partecipato al Golden Gala di Roma del 2007, che ti ha messo sotto i riflettori
“E’stato un punto cruciale della mia carriera, è stato il primo evento internazionale a cui ho preso parte Se mi volto indietro, è stato, probabilmente, uno degli highlights della mia vita sportiva, mi ha dato l’opportunità di correre ad altissimo livello, il mio sogno è diventato realtà”.

- Prima, però, c’era stata una Paralimpiade nella quale eri andato molto bene
“Nel 2004 ho avuto la possibilità di andare alle Paralimpiadi di Atene ed è stato un momento molto importante della mia carriera, che mi ha lanciato e mi ha permesso di correre a livello degli altri a Roma nel 2007. Mi sono divertito molto e, con ogni probabilità, è la manifestazione che mi ha insegnato di più. E’ stata la prima gara internazionale in cui sono riuscito ad ottenere una medaglia d’oro, che è stata il preludio dei tre ori di Pechino. Mi ha permesso di aprire alla grande la mia carriera. Pensare che a me già sembrava tanto anche solo andarci. Ovviamente, devo imparare ancora molto, ma Atene mi ha insegnato moltissimo. E’ l’evento che fino ad ora mi ha dato di più”.

- Sei un simbolo sia per gli atleti disabili che per i normodotati
“Mi rendo che questa per me è una grande responsabilità. Negli ultimi due anni è servito molto coraggio, ma so di essere un velocista, soprattutto, una persona molto fortunata, anche perché, se guardo alle ultime due stagioni, mi rendo conto che sono riuscito ad ottenere una posizione di questo tipo, anche grazie ad un grande coach e ad uno splendido team che mi ha affiancato sempre. Sono molto contento per questo e li ringrazio per essermi stati vicini in questo periodo. Se ho raggiunto questo livello, è anche grazie a loro”.

- Com’è la tua settimana tipo?

“La mia settimana va dal lunedì al venerdì, la mattina ho la palestra, ma anche l’alimentazione è molto importante. Devi dormire a sufficienza, perché quando vai ad allenarti devi essere riposato ed avere le energie. A questo livello non puoi affidarti al caso, devi assicurarti che tutto sia giusto, devi essere sempre al meglio”.

- Sappiamo che segui il calcio italiano

“Amo il calcio, sono andato a Roma a vedere la Lazio. La Lazio è la mia squadra per un motivo bizzarro: uno dei miei amici in Sud Africa aveva genitori e nonni originari di Roma. La sua famiglia tifava Lazio ed io, non conoscendo altre squadre, ho iniziato a tifare per loro e sono cresciuto guardando il calcio italiano. Sono stato invitato dalla società per cena ed ho trovato un bell’ambiente. Il calcio in Italia è diverso dalle altre parti del mondo, uno spettacolo fantastico, con tutta una cultura alle spalle. Con orgoglio, posso dire di essere un vero tifoso del calcio italiano. Mi piace anche andare in moto e sono un fan di Valentino Rossi e della Yamaha”.

- I tuoi prossimi impegni
“Il mese prossimo avrò un mese di vacanza. Dal primo di dicembre si riprende con il lavoro. Sarò anche in Italia, dal 10 al 16. Farò molti viaggi negli ultimi due o tre mesi, ma nel frattempo dovrò anche allenarmi molto perché, poi, inizia la stagione in Sud Africa. Senza dimenticare che ho anche 5 gare internazionali per normodotati in Europa. Poi, il momento clou saranno i campionati mondiali di Berlino. Per qualificarmi dovrò lavorare molto, ma sono molto fiducioso, perché ho un grande coach. Squadra, allenatore e personal trainer saranno con me anche il prossimo anno.  Mi danno tanta fiducia in me stesso e sapranno mettermi in forma per l’anno prossimo”.

- Il tuo sogno sportivo

“Partecipare alle Olimpiadi, ma non voglio chiamarlo sogno, perché può essere realtà. Un sogno per me, è finire la carriera rimanendo imbattuto sui 200 metri e nei 400 alle Paralimpiadi. Se riuscirò a finirla così, sarò davvero felice e fiero”.

- Il sogno della vita?

“Tra 40 anni, spero di vedere una carriera nella quale ho usato il mio talento al meglio. Se cosi sarà, mi basterà e sarò felice. Voglio che il mio talento non vada perduto. Mi piacerebbe anche avere una famiglia e un figlio da portare a giocare a calcio con me. Vorrei vivere una vita normale, non mi interessa essere al top nello sport e in basso con la famiglia. Riuscire a bilanciare entrambe. Riuscire a vivere così, sarebbe un grande successo nella mia vita”.

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