09 novembre 2008

Bettini, grinta e coraggio: sua la Sei Giorni di Milano

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Paolo Bettini nel Velodromo costruito all'interno del Salone del ciclo a Fieramilano

Il corridore toscano regala una magia nell'ultima gara della carriera: cinque giorni dopo il brutto incidente in cui aveva battuto la testa, vince in coppia con lo spagnolo Juan Llaneras: "Da domani inizia una nuova vita"

Paolo Bettini vince  insieme al compagno Joan Llaneras la Sei giorni di Milano e conclude così sul podio più alto la sua carriera agonistica. E' terminata stasera con l'affermazione del corridore livornese, tre volte campione del mondo e oro olimpico a Atene, la riedizione della storica competizione, tornata dopo dodici  anni di assenza e ospitata al Salone del ciclo a Fieramilano. "Tengo fede a quanto annunciato al mondiale - ha detto Bettini, cui è stata dedicata una piccola cerimonia di addio - domani inizia una nuova vita".

La brutta caduta rimediata il primo giorno di gara non è bastata dunque a frenare la sua voglia di lasciare da campione il mondo delle corse. Il corridore era stato costretto martedì a passare qualche ora in ospedale per accertamenti, dopo aver  battuto la testa su un muretto, e interrompere la corsa per  un'intera giornata. Rientrato in gara giovedì, è riuscito a recuperare, anche grazie al compagno, lo svantaggio accumulato e addirittura a vincere proprio nel finale, con una prova d'orgoglio negli ultimi giri dopo l'ultima giornata passata a cavallo tra secondo e terzo posto.

Oltre a Bettini, oggi è stato dedicato un saluto d'addio a Marco Villa, compagno di squadra nel Bikes4Show svoltosi l'anno scorso nel al Salone e quest'anno assente per problemi fisici. Stasera sono state le ultime pedalate anche per il compagno di questi giorni, lo spagnolo Llaneras. E ora, appesa la bicicletta al chiodo, per il campione  toscano si profila una nuova avventura, stavolta a quattro  ruote. "Questo weekend - racconta - sarò al rally di Monza e  farò da navigatore a Luca Rossetti, il pilota ufficiale  Peageot. Poi a breve abbiamo in mente con Franco Ballerini (il  commissario tecnico della nazionale di ciclismo, ndr) di  debuttare io come pilota e lui come navigatore, ma solo per  divertirci. D'altronde se non mi piacesse la velocità non avrei fatto questo mestiere".

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