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29 novembre 2008

Dopo lo spavento, la Pellegrini assicura: ''Sto bene''

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Federica Pellegrini non tornerà in vasca agli Assoluti di Genova dopo il malore accusato sabato

La nuotatrice aveva accusato un piccolo malore in vasca agli Assoluti di Genova: "Starò a riposo poi effettuerò dei controlli". Il prof. Rebuzzi: "Va verificato con analisi specifiche se il malore che ha avuto ha determinato uno spasmo coronarico"

Dopo il piccolo malore accusato sabato in vasca agli Assoluti di Genova, Federica Pellegrini si è mostrata serena e tranquilla sulle sue condizioni. "Sto bene - ha detto l'olimpionica a Sky - è satto un momento di spavento per tutti quanti, anche per me, ma è passato e fa esperienza anche questo". Dopo il problema respiratorio che l'ha costretta ad abbandonare in anticipo gli 800 metri, la Pellegrini ha deciso precauzionalmente di non tornare in vasca a Genova. "Riposo assoluto - ha spiegato la veneta - poi lunedì a Roma farò tutti i controlli del caso per trovare qualcosa che abbia influenzato questa iperventilazione, non so cosa sia stato".

"Va verificato con analisi specifiche se il malore che ha avuto la nuotatrice olimpionica ha determinato uno spasmo coronarico". E’ quanto sostiene il professor Antonio Rebuzzi, responsabile dell'unità di terapia intesiva coronarica del Policlinico Gemelli in merito all'episodio avuto ieri da Federica Pellegrini. "Il fenomeno di iperventilazione, che secondo quanto riferito dai sanitari ieri, avrebbe accusato la sportiva durante una gara - continua Rebuzzi - potrebbe aver causato un piccolo spasmo delle arterie coronarie del cuore; un fatto transitorio a coronarie sane è possibile e si può vedere nei prossimi giorni con opportuni test se c'è una sorta di predisposizione. L'iperventilazione può essere legato a squilibri metabolici ed elettrolitici con coronarie perfettamente sane e non significa che ci siano malattie in atto". Il cardiologo ha spiegato che in casi analoghi si effettuano test che utilizzano una farmaco allergizzante somministrato endovena (ergonovina) seguito da elettrocardiogramma, per vedere appunto se il fenomeno al cuore si è verificato.

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