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09 gennaio 2009

"Attanasio e Affasio al campo base, Refrigerato in discesa"

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Matteo Refrigerato e Mirko Affasio, due degli alpinisti coinvolti nell'incidente, con Antonella Targa (al centro),

ACONCAGUA. Il console italiano Tombaccini ha specificato poi che i primi due sono sotto le cure dei medici, mentre il terzo "con le sue gambe" sta raggiungendo Nido de Condores, a quota 5.600m. Nulla da fare purtroppo per Campanini e Senin

Sono vivi e da qualche ora si stanno lasciando alle spalle l'incubo delle alte quote e dei 25  gradi sottozero. I tre italiani rimasti bloccati da mercoledì vicino alla vetta dell'Aconcagua sono stati raggiunti ieri pomeriggio da soccorritori argentini, con l'aiuto dei quali stanno scendendo da quella che è la montagna più alta del  Sudamerica.

"Marina Attanasio e Mirko Affasio sono giunti alla base di Horcones, a 2.600 metri, dove vengono sottoposti alle cure dai medici. Mi sembra stiano relativamente bene. Sono coscienti": lo ha detto all'ANSA il console italiano a Mendoza, Pietro Tombaccini, precisando che il terzo alpinista sopravvissuto all'Aconcagua, Matteo Refrigerato, è rimasto nel rifugio Independencia, a 6.200 metri, e viene anch'egli curato dai soccorritori.

Tombaccini, che si trova ad Horcones, ha qualche minuto fa "scambiato qualche parola con Mirko", prima che i due alpinisti venissero presi in cura dai medici, che stanno valutando in particolare "i problemi di congelamento". "Matteo sta scendendo da Independencia sulle sue gambe verso il Nido de Condores", un'altra base dell'Aconcagua, a 5.600 metri. Tutti i tre, ha sottolineato il console, verranno portati appena possibile all'Ospedale Italiano di Mendoza, che si trova a due ore e mezzo di macchina da Horcones.

Nella spedizione è deceduta, lo stesso mercoledì, Elena Senin. A rendere noto che l'alpinista italiana deceduta è la  Senin, 38 anni, è stato Pietro Tombaccini, console italiano nella città di Mendoza, che sta seguendo l'operazione di salvataggio e che ha reso noto anche la morte di Federico Campanini, la guida argentina che accompagnava il gruppo e che da ieri si trovava in condizioni molto gravi.

A confermare che i tre fossero vivi era stata la Farnesina, smentendo così la notizia sulla morte di un secondo alpinista italiano. La discesa dei tre sopravvissuti - Marina  Attanasio (38 anni), Matteo Refrigerato (35), Mirko Affasio (36)  - avviene con delle barelle e sta procedendo "bene", aveva assicurato all'ANSA Guido Losa, che dai campi base dell'Aconcagua è in contatto radio con la pattuglia di  soccorritori, in tutto una ventina, che stanno scendendo con i  sopravvissuti verso il rifugio di Independencia, a circa 6.200  metri".

Fin all'arrivo del team argentino, avvenuto ieri verso le 14  ora argentina (le 17 italiane) gli alpinisti erano sprovvisti di  tende e di sacchi a pelo. "Per il trasporto delle barelle, i  nostri uomini hanno utilizzato un sistema di staffette  che sta dando buoni risultati, perche' permette di risparmiare  energia", ha aggiunto Losa, precisando che "le condizioni meteo  hanno aiutato l'operazione", nonostante i timori iniziali di una  tempesta.

A dare l'annuncio che in cima all'Aconcagua c'erano dei  sopravvissuti erano stati ieri mattina gli uomini della  gendarmeria argentina di un elicottero che aveva sorvolato il  ghiacciaio dei polacchi'. "Due degli alpinisti sono stati  avvistati ", aveva reso noto via radio il capo della pattuglia  di soccorso della polizia locale, Armando Parraga, precisando  che a quelle altitudini e' impossibile intervenire con gli  elicotteri. L'avvistamento e' stato comunque la notizia attesa  per ore, fin da ieri, dai familiari in Italia, ma anche in  Argentina, dove i media e la tv hanno seguito costantemente la  vicenda

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